Sono in corso a Castel Volturno
(Caserta) le opere di demolizione, per un costo di quasi 600mila
euro, disposte dalla Procura della Repubblica di Santa Maria
Capua Vetere delle strutture da pesca realizzate abusivamente
lungo l'ultimo tratto del fiume Volturno, per una lunghezza di
circa 9 chilometri a partire dalla foce. Le indagini condotte
dai carabinieri forestali e dai militari della Capitaneria di
Porto di Castel Volturno hanno accertato la sussistenza di reati
come l'occupazione abusiva di suolo demaniale, l'abusivismo
edilizio, la violazione di norme paesaggistiche e sulla tutela
idraulica e delle acque pubbliche. Oggetto della demolizione,
iniziata a marzo e della durata di tre mesi, sono 60 strutture
realizzate parecchi anni fa, e costituite da tralicci e cavi
d'acciaio capaci di sostenere una grossa rete da pesca, detta
"Cala Cala", delle dimensioni di 10 metri per dieci, di un
locale realizzato sulla sponda del fiume in cui sono posizionati
l'argano e il verricello azionati da un motore a scoppio o
elettrico che servono a movimentare in verticale la grossa rete,
di attrezzature varie e di piccoli natanti necessari per
recuperare il pescato sotto la rete; i manufatti abusivi, è
emerso, sono stati realizzati tramite l'utilizzo di container
fuori uso, parti metalliche o in muratura che poggiano su basi
di cemento con pareti coibentate in lamiera.
Per approntare la demolizione è stato necessaria un'opera di
raccordo da parte della Procura guidata da Pierpaolo Bruni dei
vari enti competenti dal punto di vista amministrativo per i
manufatti abusivi, ovvero della Regione Campania che è soggetto
gestore della proprietà demaniale, della Provincia di Caserta
che è competente per l'officiosità idraulica del fiume e del
Comune di Castel Volturno che si occupa della materia
urbanistico-edilizia.
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