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Roma, l'arte giapponese a Palazzo Braschi

Roma, l'arte giapponese a Palazzo Braschi

Ukiyoe, il mondo fluttuante in 150 capolavori del periodo Edo

ROMA, 19 febbraio 2024, 12:48

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Dal 20 febbraio al 23 giugno il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita la mostra 'Il mondo fluttuante.
    Ukiyoe. Visioni dal Giappone', un percorso nell'arte giapponese del periodo Edo, tra il XVII e il XIX secolo, attraverso 150 capolavori. Le opere esposte, frutto di due importanti collezioni italiane, sono firmate da 30 grandi artisti come Kitagawa Utamaro, Katsushika Hokusai con la sua celebre 'Grande Onda di Kanagawa', Keisai Eisen e la scuola Utagawa con Toyokuni, Toyoharu, Hiroshige, Kuniyoshi, Kunisada.
    Filo conduttore dell'esposizione, curata da Rossella Menegazzo, è l'innovativo movimento artistico conosciuto come 'ukiyoe', che significa 'immagini del mondo fluttuante'. Affermatosi dalla metà del Seicento, l'ukiyoe porta al centro dell'attenzione il mondo giapponese legato alla nascita delle città e di nuove classi sociali. La forma artistica è la stampa impressa su carta, ma anche rotoli da appendere, paraventi, dipinti su seta, strumenti musicali, kimono e oggetti d'uso quotidiano come i ventagli o le scatole da gioco. I soggetti sono i volti degli attori del teatro kabuki, la bellezza di cortigiane e geishe, gli spettacoli di danza e musica. La mostra a Palazzo Braschi evidenzia la forte influenza esercitata dall'arte giapponese e dall'ukiyoe sulla cultura occidentale di fine Ottocento e inizio Novecento, da Van Gogh a Monet, fino agli odierni manga. E' anche un omaggio a due artisti italiani, lo scultore Vincenzo Ragusa e l'incisore Edoardo Chiossone, invitati dal governo giapponese Meiji a fine Ottocento come specialisti nei primi istituti di grafica e arte, che hanno contribuito a far conoscere l'arte giapponese in Italia. I due formatori italiani portarono in Giappone tecniche occidentali e, da eruditi collezionisti, riportarono in Europa opere e oggetti giapponesi, conservati oggi nel Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova e al Museo delle Civiltà di Roma.
   

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