Maria Angioni, ex pm che indagò
sulla scomparsa di Denise Pipitone, è stata condannata a un anno
di reclusione, pena sospesa, dal giudice monocratico di Marsala,
Giusi Montericcio. Era imputata di false informazioni al
pubblico ministero. L'accusa in aula era rappresentata dal pm
Roberto Piscitello. Sono tre le dichiarazioni fatte da Angioni
giudicate false. La prima riguarda la disattivazione di una
telecamera che, a dire dell'imputata, avrebbe potuto portare
elementi utili alle indagini sulla scomparsa della bambina e che
sarebbe stata decisa dalla polizia a sua insaputa. Gli
inquirenti hanno scoperto che in realtà la telecamera era stata
attivata, per la prima volta, su espressa richiesta della
polizia e che sarebbe stata disattivata su decisione della
Procura, ufficio dell'Angioni, nel 2005. La seconda è relativa
all'accusa di fughe di notizie lanciata dall'ex pm che ha
raccontato che avrebbe deciso di sottrarre l'ascolto delle
intercettazioni agli agenti del commissariato di Mazara perché
non si fidava di loro avendo scoperto che alcuni indagati erano
informati degli sviluppi dell'inchiesta. Dalle indagini è venuto
fuori invece che proprio la Angioni restituì alla polizia
l'incarico di ascoltare le intercettazioni, condotta poco
coerente, secondo l'accusa, con la scoperta di fughe di notizie.
Infine le dichiarazioni sull'ex dirigente del commissariato di
Marsala Antonio Sfameni che, a dire dell'imputata, sarebbe stato
indagato per "anomalie" nell'inchiesta su Denise: circostanza,
anche questa, smentita.
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