Antonio Pizzo
"La verità sulla strage di via
D'Amelio, a 31 anni di distanza, è ancora tutta da scrivere. E
questo, in un Paese democratico, è intollerabile". Lo ha detto
il presidente della sezione penale del Tribunale di Marsala,
Vito Marcello Saladino, nel corso della cerimonia di
commemorazione tenutasi, oggi, nel 31esimo anniversario
dell'uccisione di Paolo Borsellino e di cinque agenti della sua
scorta, nell'aula dedicata al magistrato che fu a capo della
Procura di Marsala dall'agosto 1986 ai primi di marzo 1992.
"Tutti noi, da cittadini, oltre che da magistrati - ha,
invece, affermato il procuratore di Marsala, Fernando Asaro -
abbiamo il dovere di onorare l'eredità di Paolo Borsellino, oggi
più che mai. E credo che essere qui, in questo momento, è un
rinnovare la memoria e i valori che ogni giorno dobbiamo portare
avanti sulla base di questa eredità. Noi, come cittadini,
magistrati, avvocati, abbiamo il privilegio di percorrere quella
che mi piace definire 'autostrada della legalità', che non era
così trentuno anni fa e che non era così neanche a Marsala
quando il procuratore Borsellino svolse qui il suo servizio. Era
un viottolo di montagna buio, che poi, grazie al sacrificio di
questi costruttori, è diventato autostrada della legalità. E
qui, a Marsala, c'è una magistratura che indossa la toga nel
cuore, al servizio dello Stato e onorando la memoria di Paolo
Borsellino e che fa un'ottima manutenzione di questa
autostrada".
Dopo la cerimonia nell'aula "Paolo Borsellino" del Tribunale
di Marsala, nei locali della Procura è stata scoperta una targa
con le date del primo e dell'ultimo giorno di servizio a capo
dell'ufficio inquirente di Marsala (dal 4 agosto 1986 al 5 marzo
1992). Infine, c'è stata la deposizione di una corona di fiori
nella piazza del quartiere popolare Sappusi, recentemente
dedicata dal Comune di Marsala alle vittime delle stragi di
mafia di Capaci e via D'Amelio.
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