"Per Ilaria, per Sara, per tutte". Lo hanno gridato al megafono, scritto sugli striscioni, sui cartoncini tenuti tra le mani per tutta la durata della manifestazione partita da piazzale Aldo Moro, davanti all'università Sapienza, a Roma, e poi proseguita con un corteo tra i viali dentro e fuori l'ateneo, fino a San Lorenzo, passando per Castro Pretorio. Un presidio organizzato in poche ore da collettivi e organizzazioni transfemministe dopo i femminicidi di Ilaria Sula, studentessa della Sapienza, e Sara Campanella uccisa a Messina, che poi è diventato "marea", proprio come auspicato dalle organizzatrici. Dietro allo striscione "Sapienza transfemminista. Bruciamo tutto" in tantissimi - 2mila per le forze dell'ordine - hanno riempito il piazzale dell'ateneo, gli stessi che hanno poi superato i varchi d'ingresso della città universitaria per attraversare quelle strade percorse, come ricordato, anche dalla giovane Ilaria Sula. Insieme hanno poi raggiunto la scalinata del rettorato, davanti alla statua della Minerva, da poco restaurata ma ancora chiusa al pubblico, tra slogan transfemministi e fumogeni viola dopo aver buttato a terra la grata che delimitava l'area intorno alla fontana senz'acqua.
"Ilaria poteva essere una di noi, potevo essere io", hanno evidenziato al microfono le studentesse in uno degli interventi.
"Siamo stanche di vivere in un paese che non ci rappresenta - hanno poi aggiunto - Il femminicidio di Ilaria non è un caso di cronaca, un evento isolato ed eccezionale, ma l'estrema rappresentazione di un sistema che è visceralmente malato".
In più momenti le studentesse e gli studenti hanno agitato le chiavi per fare "rumore", come davanti all'ingresso del rettorato e del dipartimento di Scienze Politiche, lo stesso frequentato da Ilaria Sula e dove all'ingresso è stata affissa un'immagine della studentessa vittima di femminicidio. Sotto, un altarino di fiori e lettere. In risposta a quanto voluto dalla rettrice Polimeni, che ha organizzato nel pomeriggio di mercoledì un momento di raccoglimento, le studentesse in corteo hanno deciso di incollare uno striscione con il nome della vittima, "ora mettiamo noi la nostra targa", hanno spiegato.
Quella alla Sapienza è infatti solo una delle iniziative nate in seguito ai femminicidi di Sula e Campanella. Nella serata di martedì circa 2mila donne hanno manifestato tra le strade di San Lorenzo in una passeggiata "rumorosa", per "esprimere sorellanza, per stare insieme, per urlare la nostra rabbia, ma soprattutto per essere visibili e chiedere conto alle istituzioni delle politiche inefficaci che stanno facendo", ha spiegato Simona Ammerata di Lucha Y Siesta. E al governo si sono rivolte anche le ragazze in presidio a piazzale Aldo Moro: "Cara presidentessa Meloni non ha ascoltato nulla di quello che abbiamo chiesto nelle piazze. Vogliamo l'educazione sessuo-affettiva". Per poi ripetere e gridare in coro più e più volte: 'ci vogliamo vive'.
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