Visita alla casa circondariale di
Capanne per una rappresentanza della Camera penale di Perugia
"Fabio Dean" e dell'associazione Nessuno tocchi Caino. E' stata
una delle prime iniziative a seguito della proclamazione dello
stato di agitazione in merito alla "dilatazione dei tempi di
definizione dei procedimenti, sia monocratici che collegiali,
trattati dalla Magistratura di sorveglianza di Perugia".
"Abbiamo avuto un colloquio con la direttrice del carcere, che
ha piena consapevolezza della situazione e si è dimostrata
attenta ai diritti dei detenuti", ha sottolineato Marco
Angelini, presidente della Camera penale, durante una conferenza
nella nuova sede operativa della segreteria dell'Ordine degli
avvocati in via Baglioni.
"Abbiamo chiesto ai detenuti di fare un elenco delle
problematiche che stanno sorgendo", ha aggiunto Angelini che ha
fatto il punto, fra gli altri, insieme ad Elisabetta Zamparutti
(Nessuno tocchi Caino) e all'avvocato Giuseppe Caforio, garante
dei detenuti e Alberto Catelano, segretario della Camera penale.
Quest'ultimo ha precisato che "la nostra è una agitazione è
propositiva".
Sulla visita in carcere ha parlato di una iniziativa
"necessaria". "Negli occhi dei detenuti abbiamo visto il grido
di aiuto e di necessità di ascolto". Zamparutti (Nessuno tocchi
Caino) ha aggiunto che quello di Capanne è "un carcere,
nonostante le criticità, ancora capace di manifestare speranza e
dove non abbiamo riscontrato la problematica del
sovraffollamento".
A livello regionale, allargando la lente alle varie situazioni,
il garante Caforio ha evidenziato che ci sono anche "carenze
gravissime sul piano sanitario". Per lui "serve che i magistrati
preposti alla sorveglianza abbiano possibilità di dare riscontro
alle istanze, l'attesa determina un aggravio".
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