""Dobbiamo lavorare insieme per il
contatto nazionale, che non è di Federmeccanica o dei sindacati,
mai dei lavoratori e delle lavoratrici che ogni giorno lavorano
per produrre ricchezza per il paese. Ma senza contratto, senza
aumenti i lavoratori e le lavatrici diventano sempre più poveri.
Il contratto nazionale non è solo denaro in più, ma anche
diritti come le 35 ore settimanali, e poi la salute e la
sicurezza. E non dobbiamo dimenticare la lotta al precariato nel
lavoro, nella vita". Così Fabrizio Graziola, segretario generale
Fiom Cgil Valle d'Aosta, in occasione della manifestazione di
oggi dei sindacati dei metalmeccanici.
Hans Pistolesi (Fim Cisl), ha sottolineato: "Non è mai stato
facile il rinnovo del contratto nazionale, ma questa volta
sembra ancora più difficile. Le trattative si sono fermate
quattro mesi fa e il contratto è scaduto da giugno scorso.
Adeguare i contratti significa anche aiutare l'economia. E
questo purtroppo non sarà l'ultimo sciopero".
Per Alessandro D'Amico (Uilm Uil) "siamo qui a rivendicare
un contratto nazionale votato dal 98 per cento dei lavoratori e
delle lavoratrici: non capiamo questa volontà di Federmeccanica
di non ascoltare la nostra voce. Essere qui in piazza è
importante e dobbiamo riportare i giovani ".
"Chiediamo - ha detto Zeno Pucci (Savt industrie) - di
rivederci al tavolo e fare ripartire le trattative anche perché
in questo momento di incertezza da parte di tutti è fondamentale
firmare il contratto ".
Graziola ha inoltre espresso solidarietà ai 23 dipendenti
della Gps standard di Arnad in cassa integrazione dopo
l'incendio che nei giorni scorsi ha gravemente danneggiato lo
stabilimento. "Siamo preoccupati per il futuro di questi
lavoratori e lavoratrici - ha detto dal palco - e credo che si
debba trovare una soluzione tutti insieme, con l'azienda, la
politica e Confindustria. Perché è dal tema della salute e
sicurezza che dobbiamo ripartire".
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