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Terrorismo, sit-in all'Aquila per processo a 3 palestinesi

Terrorismo, sit-in all'Aquila per processo a 3 palestinesi

Ricercatore Khaled El Qaisi, atti di resistenza protetti da Onu

L'AQUILA, 02 aprile 2025, 12:35

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Un sit-in davanti al Tribunale dell'Aquila ha accompagnato l'apertura del processo a carico di Anan Kamal Afif Yaeesh, Ali Saji Ribhi Irar e Mansour Doghmosh, accusati di terrorismo e, in particolare, secondo le autorità israeliane, di avere finanziato un gruppo armato del campo profughi di Tulkarem. Striscioni, bandiere della Palestina e scritte con slogan 'La resistenza non si processa' riempiono le inferriate a ridosso dell'ingresso principale.
    Tra i presenti anche Khaled El Qaisi, ricercatore italo-palestinese residente a Roma che alla fine dell'estate 2023 è stato fermato al valico di frontiera con la Giordania e poi detenuto, senza accuse, in un carcere israeliano. "Questa - ha detto - è un'udienza abbastanza importante, essendo la prima effettiva del processo. La difesa ha presentato una lista testi con diversi testimoni, diversi consulenti, anche al fine di riuscire a dare un contesto agli eventi che vengono loro attribuiti, fatti peraltro che hanno avuto luogo quasi sempre nei territori occupati e non in Italia".
    I legali chiedono di convocare al processo, tra gli altri, Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite, Stefania Ascari, deputata del Movimento 5 Stelle, Ronen Bar, dirigente dello Shin Bet, servizio di sicurezza interna di Israele, Don Nandino di Pax Christi, Riccardo Mattone di Mediterranea Saving Humans.
    "Il punto principale su cui si richiede la scarcerazione di Hanan, Ali e Mansur, dei tre palestinesi - ha aggiunto - verte sul fatto che vengono accusati di terrorismo per quello che è un diritto riconosciuto anche dallo stesso diritto internazionale e dal diritto internazionale umanitario. Per cui dalle convenzioni di Ginevra, la carta dell'Onu, addirittura una risoluzione dell'assemblea generale dell'Onu riconoscono il diritto al popolo palestinese a resistere anche ricorrendo alla forza".
    "Per cui - ha concluso - ammesso e non concesso che abbiano qualche ruolo di appoggio, di sostegno alla resistenza in Palestina, va inquadrato in quel contesto e non può essere trattato alla stregua di terrorismo".
   

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