Una prima linea d'azione che
annuncia innanzitutto cosa non si farà: nella ricostruzione in
Emilia Romagna non dovranno ripetersi gli errori del post
terremoto in Irpinia, esempio negativo di cattiva gestione dei
contributi all'epoca.
Il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo in
audizione in commissione Ambiente alla Camera lancia un
avvertimento sui controlli per l'erogazione dei fondi, che
saranno attivati dai sub commissari, ovvero dai tre presidenti
delle regioni coinvolte dall'alluvione dello scorso maggio,
Bonaccini, Giani e Acquaroli (la cui investitura è pressoché
scontata). "Bisogna fare in maniera veloce, non affrettata, ma
fare bene: essere sicuri di dare a chi effettivamente ha avuto
il danno. - sottolinea il generale - Io vengo dalla Basilicata e
purtroppo nel terremoto che colpì negli anni '80 quella regione
e l'Irpinia si assistette e fenomeni che qui sicuramente non
capiteranno, però ritengo che a tutti i livelli un minimo di
controlli veloci informatizzati vanno comunque fatti perché io,
e voi parlamentari me lo insegnate, abbiamo il dovere morale e
cogente di dare a chi ha patito i danni".
Quanto basta per accendere una polemica con in testa Livio
Petitto, capogruppo in Regione Campania di "Moderati e
Riformisti". Parole gravissime - dice - che non dovrebbero
appartenere ad un uomo delle Istituzioni e che offendono una
popolazione, come quella dell'Irpinia, che ha pianto quasi 3.000
morti da quell'evento catastrofico e ancora oggi sconta le
conseguenze del difficile processo di ricostruzione, materiale e
morale. Figliuolo chieda scusa al popolo irpino'. Mentre per
Gianfranco Rotondi, deputato di Avellino eletto con Fratelli
d'Italia, le parole di Figliuolo, sono "estremamente inopportune
e fuori luogo". Più soft Ortensio Zecchino, anche lui
parlamentare di lungo corso della Dc irpina guidata da Ciriaco
De Mita, ex ministro dell'Università: "Figliuolo ha detto una
cosa banale sulla quale non mi sembra produttivo e utile
alimentare un dibattito che dura da decenni e che però ha fatto
il suo tempo: le vicende della ricostruzione post sisma in
Irpinia, sono ormai affidate alla storia".
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