"Quello che sta accadendo al
Cardarelli (ospedale di Napoli dove sono stati denunciati
pesanti disagi con affollamento del pronto soccorso, ndr) è
esattamente quello che sta succedendo in tutta Italia, né più né
meno. Hanno tentato di fare una speculazione, ma dopo 24 ore si
è capito che, in realtà, questo problema riguardava il
Cardarelli, ma riguardava anche Milano, Roma, Torino, Genova,
Bologna".
A dirlo il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a
margine della presentazione dei risultati del progetto di
ricerca "Campania Oncoterapie" alla Fondazione Ebris di Salerno.
"La verità - ha spiegato De Luca - è che abbiamo un ministero
della Salute che continua a dormire in piedi perché non ci sono
medici per il pronto soccorso e la Campania ha una sofferenza in
più perché è la regione che ha il deficit più alto di medici per
l'emergenza, ne mancano 800. Abbiamo fatto, in questi mesi,
ripetutamente, concorsi per assumere medici nei pronto soccorsi.
I medici non partecipano. Il problema è nazionale. Bisogna
definire condizioni lavorative migliori, delle condizioni anche
retributive diverse per i medici di pronto soccorso, i quali
lavorano in trincea e bisogna aumentare il numero dei medici
della sanità pubblica perché, ancora oggi, le spese per il
personale medico sono ferme, per legge nazionale, al 2004".
Secondo De Luca "è un tema che stiamo sollevando, in Conferenza
delle Regioni, da anni, è un tema che deve affrontare e
risolvere il ministero della Salute, altrimenti continueremo ad
avere emergenze. È ovvio che, a volte, questi problemi vengono
accentuati anche da cattive abitudini. Se noi abbiamo nei nostri
pronto soccorso l'80% di persone che va in codice verde, che
cioè non ha un accidente di niente, è chiaro che ingolfiamo i
pronto soccorso. Cerchiamo di assumere anche abitudini da
persone mature. E faccio anche appello a qualche medico di
famiglia di non mandare, soprattutto nei fine settimana, nei
pronto soccorso, i propri pazienti. Quindi, dobbiamo anche
correggere alcune cattive abitudini che sono particolarmente
diffuse in alcune realtà meridionali, quindi anche in Campania.
Problemi nazionali, carenza di medici, problemi che riguardano i
medici dell'emergenza e anche cattive abitudini. Nel pronto
soccorso si va per problemi seri, non per il taglio al dito
quando si sta a fare qualche lavoro in cucina", conclude De
Luca.
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