Con il divieto di omologare e quindi di vendere veicoli con emissioni diverse da zero molti indicano il 2030 (o il 2035 nel Regno Unito) come la data di morte dei propulsori a benzina e soprattutto del diesel.
Il motore termico alimentato a gasolio è stato una grande invenzione, che ha rivoluzionato durante tutto il secolo scorso la mobilità e che era stata brevettata nel 1892 dall'ingegnere parigino, di origini tedesche, Rudolf Christian Karl Diesel.
La morte di questo geniale progettista è avvenuta in circostanze misteriose esattamente 110 anni fa nella notte fra il 29 e il 30 settembre del 1913 durante la navigazione del piroscafo Dresden da Anversa verso la costa inglese. Ancora oggi - come sottolinea il recente Kindle book 'The Mysterious Case of Rudolf Diesel: Genius, Power, and Deception on the Eve of World War' di Douglas Brunt - tutta la vicenda viene addirittura definita come 'giallo Diesel' quasi fosse stata sceneggiata dal suo contemporaneo Conan Doyle (nato nel 1859) cioè il creatore di Sherlock Holmes.
Per meglio comprendere la fine di questa 'gigantesca' figura di innovatore e prima di concentrare l'attenzione sulle ultime ore di Rudolf Diesel, , è utile tracciare la vita Diesel dalla nascita fino a quel 29 settembre 1913. È il 18 marzo del 1858 e a Parigi Elise Strobel, moglie di Theodor Diesel, dà alla luce un bel maschietto a cui vengono dati i nomi di Rudolf Christian Karl. E' una famiglia di emigrati bavaresi che dopo una prima fase in cui esercitavano l'arte della rilegatura di libri erano diventati in Francia pellettieri.
Quando scoppia la guerra del 1870 viene ordinato a tutti i tedeschi di lasciare Parigi. Ma mentre il padre si rifugia in Inghilterra Rudolf torna in Germania da uno zio ad Augusta per proseguire negli studi. A 20 anni, studiando alla Technische Hochschule di Monaco, il suo talento viene notato dal professor Carl von Linde (pioniere della refrigerazione) che è uno dei docenti.
Così dopo la laurea, Diesel torna in Francia e va a lavorare presso lo stabilimento Linde di Parigi. Bastano pochi mesi e Diesel spazia dal lavoro di ingegnere a quello di manager, inventore, esperto di brevetti e agente commerciale. E dal 1885 inizia a lavorare nel suo laboratorio, su vari tipi di motori.
Negli anni successivi proseguono i progetti e le sperimentazioni: l'alta temperatura nella camera di combustione consente nel motore di Diesel di bruciare carburanti a basso costo. L'inventore brevetta il progetto del motore che porta il suo nome nel 1892, ma il primo modello sperimentale non viene completato prima del 1893.
Per arrivare, con un balzo, alla fine della sua carriera che coincide con la fine della sua vita (all'età di 55 anni) prendiamo in prestito un articolo di Ivo Alessiani, per molti anni colonna portante della rubrica motori del Corriere della Sera. "Al motore diesel, uno dei capolavori dell'ingegneria sino a ieri idolatrato e sempre più richiesto - scrive Alessiani - tutti voltano le spalle adesso. È noto che il prototipo di questo motore esplose, ferendo l'inventore Rudolf Diesel e il suo assistente. Possiamo vedere in ciò un nefasto presagio di quanto sta avvenendo oggi? Certo lo fu per la sorte dell'ideatore".
Il giornalista ricorda che "la notte del 29 settembre 1913 il piroscafo Dresden, partito da Anversa, sta navigando verso la costa inglese. A bordo vi è un passeggero illustre, che alle 22 saluta cordialmente i compagni di viaggio e si ritira".
"Il mattino del 30, non vedendolo comparire, lo si cerca in cabina; il letto è intatto, la camicia da notte ancora piegata.
Scattano le ricerche; un ufficiale trova su un parapetto della nave cappello e soprabito del passeggero. La notizia fa sensazione: lo scomparso è l'ingegnere Rudolf Diesel".
Si tratta di suicidio, disgrazia o peggio? Alessiani prosegue: "A favore della prima ipotesi depongono alcuni elementi. Uno piuttosto flebile: sulla sua agenda il 29 setttembre è contrassegnato da una croce; ma, indizio più consistente, una valigetta consegnata alla vedova contiene una somma di denaro e documenti attestanti i cospicui debiti, da tutti ignorati, derivanti da investimenti e speculazioni infelici. Furono quei debiti a determinare un incontrollabile sconforto?" L'altra ipotesi sulla sua morte è persino più tragica. "Il motore diesel cominciava ad esser installato sulle navi - scrive Alessiani - ed era particolarmente interessante per la navigazione in superficie dei sommergibili, che non dovevano stivare a bordo carbone né riservare spazio alla caldaia del vapore".
Nel 1911 Winston Churchill era diventato Primo Lord dell'Ammiragliato e, per mantenere la supremazia della marina britannica su quella germanica, aspirava ad avere unità con motori a gasolio, da poter rifornire con navi cisterna senza farle rientrare nei porti per caricare carbone.
Sullo sfondo stavano le tensioni che minacciavano la pace in Europa: Alsazia, Lorena, crisi dell'Impero austro-ungarico, irredentismi balcanici, aspirazioni italiane, il problema degli Stretti e, appunto, la rivalità navale anglo-tedesca. Si era alla vigilia della prima Guerra mondiale. Diesel si era imbarcato sulla Dresden proprio perché invitato dall'Ammiragliato britannico, che voleva la sua consulenza.
Furono i servizi segreti delle potenze rivali - conclude Alessiani - a provocarne il suicidio?".
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