I dazi Usa al 25% sono un tema sul tavolo, e stiamo valutando come reagire a questo onere che ci è stato imposto dal governo Trump. Per l'inizio di aprile saremo pronti". Lo ha detto Stephan Winkelmann, chairman & ceo di Automobili Lamborghini, nel corso di un'intervista negli studi dell'ANSA, a Roma, ricordando che il Gruppo Volkswagen - di cui Lamborghini fa parte - ha investito negli Stati Uniti 14 miliardi di euro.
Il numero uno della Casa di Sant'Agata Bolognese ha anche ricordato che quello statunitense è il primo mercato - vale circa un tremila vetture l'anno, su una produzione di poco superiore alle 10mila unità - e che trovare un altro Paese che assorba gli stessi volumi è "molto difficile'.
"La Cina - ha proseguito Winkelmann - rappresenta il 27/28% del mercato mondiale dell'auto, ma per le supercar è sotto il 10%. Dal periodo del Covid, è molto aumentata la capacità manifatturiera di quel Paese, e le loro vetture stanno arrivando anche in Occidente. Ma al momento non c'è una vettura paragonabile a una supersportiva come la nostra, anche perché loro si concentrano soprattutto sull'elettrico".
"La risposta di Lamborghini ai vincoli europei sulle emissioni - ha proseguito il ceo - è stato aver ibridizzato l'intera gamma abbattendo i livelli di CO2, abbiamo scelto di farlo nel momento in cui il mercato era pronto ad accettare i motori plug-in hybrid. Avremo anche un quarto modello - ha proseguito Winkelmann - che sarà completamente elettrico e arriverà sul mercato alla fine del decennio. Abbiamo spostato di un anno la commercializzazione perché attualmente c'è una flessione nell'accettazione di quel tipo di propulsore. Ci sono delle regole - ha concluso il numero uno della Casa del Toro - e dobbiamo rispettarle, ma preservando l'emozione che una Lamborghini dà quando si guida".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA