Quasi una diagnosi su 6 nei Paesi Ocse è errata o arriva troppo tardi con effetti non solo sulle sofferenze per i pazienti ma anche per i costi elevatissimi che ricadono sui sistemi sanitari. L'Ocse, in un rapporto appena pubblicato, stima che il peso economico complessivo di questi errori possa raggiungere il 17,5% della spesa sanitaria, pari a circa 1,8% del PIL.
A essere particolarmente a rischio sono le patologie complesse: sepsi, malattie rare, tumori a sviluppo lento, i problemi cardiovascolari nei giovani e sindromi post-virali come il Long Covid. E le categorie sociali più esposte sono quelle economicamente più fragili e al contempo quelle più forti che incappano in situazioni di eccesso di analisi e medicina difensiva.
Il risparmio possibile stimato è fino a 676 miliardi di dollari l'anno.
Inoltre se si riuscisse a dimezzare la frequenza degli errori, si potrebbe arrivare a ridurre fino all'8% della spesa sanitaria annuale, pari ad risparmio globale di oltre 676 miliardi di dollari ogni anno.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA