BOLOGNA, 03 APR - L'annuncio del presidente Usa Donald Trump "di introdurre dazi del 20% sulle merci importate dall'Unione europea rappresenta un duro colpo per l'export emiliano-romagnolo, che nel 2024 ha visto proprio gli Usa diventare il primo mercato estero di beni per le imprese della regione". Con un valore di 10,5 miliardi di euro di beni esportati, l'Emilia-Romagna si colloca al secondo posto dopo la Lombardia su scala nazionale. Così Confcooperative Emilia-Romagna. "Questa decisione - commenta il presidente Francesco Milza - rischia di penalizzare fortemente le nostre imprese, in particolare le cooperative agroalimentari che trovano negli Usa un mercato di riferimento".
Le esportazioni agroalimentari emiliano-romagnole negli Stati Uniti, prosegue, "hanno raggiunto un valore complessivo di 815 milioni di euro (fonte: Rapporto Agroalimentare 2023 Regione Emilia-Romagna). Guardando alle nostre Dop, un'eccellenza come il Parmigiano Reggiano vede oltre il 20% delle forme esportate destinate proprio negli Usa. Altri settori strategici per le nostre filiere produttive, come quello vitivinicolo e ortofrutticolo, hanno avviato importanti relazioni commerciali nel mercato nord-americano e ora rischiano di vedere compromesso l'impegnativo sforzo portato avanti per anni".
Serio l'allarme lanciato anche da Confcooperative nazionale: i dazi sono "una grande preoccupazione", "per ogni 10% di calo dei volumi il rischio di perdita di 15mila posti di lavoro in tutta Italia". L'allarme arriva da Maurizio Gardini, presidente della principale organizzazione di rappresentanza del movimento cooperativo e delle imprese sociali italiane. "Come Confcooperative - spiega all'ANSA - siamo esposti per oltre 3 miliardi di esportazione verso gli Usa, quindi gli effetti di dazi possono essere direttamente pesanti, anche con una possibile riduzione di occupazione che in qualche misura abbiamo valutato".
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