BRUXELLES - Progettazione ecologica, legislazione a livello Ue e ricerca su scala globale sono i tre ambiti su cui lavorare per arginare le emissioni da microplastiche da tessuti, che costituiscono la quota maggiore (35%) dell'inquinamento marino da microplastiche. E' l'indicazione emersa dal dibattito sul tema organizzato per la Settimana verde europea.
"Le microplastiche da tessuti e pneumatici sono una grande sfida - ha detto Elena Buzzi dell'Ocse - e va affrontata con una combinazione di misure diverse, sia nelle fasi di produzione che di consumo". "Una legislazione è necessaria - ha aggiunto il biologo marino Richard Thompson - l'industria da sola può fare fino a un certo punto". "Per noi la ricerca è cruciale - ha replicato Mauro Scalia dell'associazione europea di categoria Euratex - una legislazione dovrebbe essere applicabile e affrontare il problema su scala globale, visto che su 28 milioni di indumenti nel mercato europeo solo il 20% sono prodotti nell'Ue". "Una legislazione - ha affermato Frederique Mongodin della Ong Seas at Risk - servirebbe anche a sostenere l'industria europea".
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