BRUXELLES - L'Associazione europea dei costruttori di automobili (Acea) si dice "profondamente preoccupata per l'annuncio" dell'amministrazione Usa di imporre a partire dal 2 aprile tariffe aggiuntive sul settore automotive. "Le case automobilistiche europee investono negli Stati Uniti da decenni, creando posti di lavoro, promuovendo la crescita economica nelle comunità locali e generando enormi entrate fiscali per il governo degli Stati Uniti", ha affermato in una nota la direttrice generale di Acea, Sigrid de Vries.
"Esortiamo il presidente Trump a considerare l'impatto negativo delle tariffe non solo sulle case automobilistiche globali, ma anche sulla produzione nazionale degli Stati Uniti", ha aggiunto. L'Acea ricorda che i produttori europei esportano tra il 50% e il 60% dei veicoli che producono negli Stati Uniti, apportando un contributo positivo sostanziale alla bilancia commerciale degli Stati Uniti. "L'Unione europea e gli Stati Uniti devono avviare un dialogo per trovare una soluzione immediata che consenta di scongiurare i dazi e le conseguenze dannose di una guerra commerciale", conclude la nota.
Secondo Markus Beyrer, direttore di Business Europe, "i dazi aggiuntivi sulle auto e sulle parti di auto danneggiano sia l'Europa che gli Stati Uniti". "Aggiungeranno costi e potrebbero avere un impatto negativo sugli investimenti esistenti su entrambe le sponde dell'Atlantico", sottolinea. "Invece di aumentare le tariffe l'Ue e gli Usa dovrebbero impegnarsi a eliminare i dazi per creare maggiori opportunità di mercato e stimolare gli investimenti", afferma il capo dell'associazione degli imprenditori.
"Siamo ancora convinti che si possano trovare soluzioni attraverso i negoziati, se c'è la volontà politica di entrambe le parti: nel frattempo, l'Ue deve salvaguardare i propri interessi economici e rafforzare la propria capacità di resistenza", aggiunge.
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