La funivia del Mottarone non
aveva un sistema di allarme in caso di inserimento dei
forchettoni, ossia le ganasce per disattivare il freno di
emergenza. Lo hanno ribadito i periti informatici durante
l'esame per approfondimenti e precisazioni relativi agli esiti
del loro lavoro, nel corso dell'incidente probatorio disposto
per accertare le cause della tragedia del Mottarone in cui, il
23 maggio dell'anno scorso, sono morte 14 persone.
Nel pomeriggio, dopo la conclusione dell'esposizione dei
periti del collegio delle cause, nell'aula Ravasio al Tecnoparco
di Verbania, sono cominciate le domande agli ingegneri
informatici, guidati da Paolo Reale, docente all'Università
Uninettuno di Roma.
In particolare uno dei legali delle parti offese, tramite il
giudice, ha chiesto se l'inserimento dei forchettoni avesse
fatto scattare un allarme e se lo stesso inserimento sia stato o
meno registrato dalla scatola nera. La risposta è stata che il
"sistema era meccanico" e che non era tracciabile dal cosiddetto
registratore di eventi, elemento già messo nero su bianco nella
loro relazione.
Il Procuratore della Repubblica Olimpia Bossi e il pm Laura
Correra, titolari dell'inchiesta in cui gli indagati sono 14, si
sono riservate di porre domande all'esito del controesame delle
difese atteso per il prossimo 18 novembre, data della prossima
udienza. Il gip Annalisa Paolmba ha cancellato l'udienza
precedente per consentire ai legali degli indagati di esaminare
una serie di documenti citati nelle perizie e depositati in
questi giorni.
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