Cori pro Putin, cori contro Putin:
nella coda davanti al consolato russo di Milano per votare alle
elezioni presidenziali il clima è da stadio fra chi sostiene il
presidente della Federazione Russa e chi porta con sé immagini
di Alexei Navalny, il dissidente morto durante la prigionia in
Siberia.
"Ucciso dal regime di Putin" ha scritto su un cartello una
ragazza arrivata intorno a mezzogiorno, ora in cui aveva
invitato a votare lo stesso Navalny. Il cartello, anzi il
poster, con la sua foto al centro ha la scritta '15-17 marzo
Elezioni presidenziali in Russia. Il mio candidato Aleksey
Navalny ucciso dal regime di Putin'.
"Sono contro Putin e sono qui per Alexei Navalny. Non voglio
più vedere un assassino al potere" ha detto un'altra ragazza con
in mano un cartello con la scritta in inglese 'Putin deve essere
punito. E' un assassino. Libertà per tutti i prigionieri
politici'. "Sono qui anche per vedere le persone come me. Siamo
più dei putinisti. Loro sono tanti, ma noi di più" ha aggiunto.
"Putin è un assassino" ha convenuto un altro gruppo di donne,
che ha anche improvvisato cori estemporanei conto Putin. Ma
tante anche le persone a favore del presidente russo e pronte a
difendere la sua politica. Alcune di queste hanno contestato un
gruppo, di cui facevano parte fra gli altri la presidente dei
Radicali italiani Patrizia De Grazia, l'attivista Yuri Guaiana,
già arrestato in Russia, e il consigliere comunale Daniele
Nahum, arrivati per fare una conferenza stampa e contestare le
politiche di Mosca contro la comunità Lgbt.
"Alcuni, soprattutto donne, sono venuti a contestarci, a
dirci di farci i fatti nostri. Una persona era palesemente un
membro del consolato arrivato a controbattere - ha raccontato
Nahum - Abbiamo contestato l'autoritarismo della Federazione
russa e di Putin, che non rispetta i diritti umani né
all'interno né all'estero".
In tutta risposta un coro di donne ha iniziato a scandire
"Putin, Putin, Putin", mentre altre hanno urlato "ignorante"
all'ex consigliere regionale dei radicali Alessandro Litta
Modignani.
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