Medici, operatori sanitari,
associazioni, sindacati di categoria e cittadini in sit in
avanti all'ingresso dell'ospedale regionale di Torrette (Ancona)
nell'ambito dell'iniziativa nazionale 'Salviamo la sanità
pubblica' che si svolge in contemporanea in 39 città italiane.
"La sanità pubblica non si vende: si difende. Difendiamo il
nostro lavoro. Difendiamo la tua salute', il messaggio scritto
sulle magliette indossate da alcuni manifestanti. Al sit-in
hanno preso parte un centinaio di persone, tra cui consiglieri
regionali del Pd.
Poi c'è stata un'assemblea nell'aula Totti dell'Azienda
ospedaliero universitaria delle Marche, a cui hanno partecipato
i rappresentanti di varie sigle sindacali: Anaao Assomed,
Aroi-Emac, Cgil Medici, Cimo-Fesmed-Anpo-Ascoti, Cisl Medici,
Uil Medici, Fassid, Fvm.
Nelle Marche le criticità "sono la diminuzione del personale
che è sempre più demotivato e tende ad andare e nel privato -
spiega Daniele Fumelli di Anaao -, perché le condizioni sono
sempre più pericolose, anche dal punto di vista personale". Pesa
anche "la diminuzione del numero dei medici, delle risorse e
della capacità di collegare, di fare rete, tra il territorio e
le strutture ospedaliere. Chiediamo di riprendere un discorso
ormai interrotto vent'anni fa, di alleanza, dove la salute dei
cittadini sia al centro della politica sanitaria e non i numeri
e non un conto da far portare".
Secondo Luciano Moretti (Cimo) le criticità che affliggono
la sanità "c'erano anche prima, ma adesso si sono acuite perché
il piano socio sanitario proposto da questa giunta non ha
migliorato la situazione, ma la sta peggiorando gravemente.
Mancano infermieri, biologi, chimici, fisici e medici di fronte
a una impostazione e strutturazione che prevede una diffusione
della sanità sul territorio". Ma "avere l'ospedale sotto casa
non si può fare con i medici e gli infermieri presenti". Intanto
sta per nascere il comitato 'Salviamo la sanità pubblica
Marche', che per ora ha una pagina Facebook: "chiediamo che la
sanità torni ad essere un diritto, come sancito dalla
Costituzione".
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