"Aumento del tasso di occupazione e
innalzamento delle competenze professionali nel mondo del lavoro
marchigiano". Sono i "due obiettivi principali, scrive la
Regione Marche in una nota, del Piano lavoro e formazione
2024-2026 approvato oggi", "dall'Assemblea legislativa regionale
e sottolineati dall'assessore al Lavoro Stefano Aguzzi nel suo
intervento in Aula". Il Piano, ha rimarcato l'assessore,
"delinea il quadro programmatico delle strategie e degli
interventi che la Regione intende attuare nel triennio che
coincide con la fase cruciale della programmazione europea
2021/27. Si tratta del primo atto di programmazione pluriennale
sulla formazione e il lavoro dopo circa 15 anni, in quanto
l'ultimo Piano risale al triennio 2007/2009, con l'unica
eccezione rappresentata dall'esperienza di pianificazione
integrata attività produttive e lavoro 2012/2014, che non è
stata poi replicata negli anni a seguire".
Il Piano, ha poi commentato Aguzzi, "prende le mosse da
un'analisi del contesto economico e del mercato del lavoro
marchigiano che evidenzia alcuni punti di forza e alcune
criticità, soprattutto sull'occupazione femminile e dei giovani,
ma che, nello scenario macroeconomico del prossimo triennio,
mostra stime confortanti sia sulla crescita del Pil, sia sui
valori del tasso di disoccupazione, per il quale la nostra
Regione manterrà un vantaggio consistente rispetto al tasso
nazionale". La strategia "si incentra su alcuni obiettivi
prioritari: la promozione della cultura del lavoro di qualità,
il potenziamento della governance pubblico-privata nella
gestione delle politiche del lavoro e della formazione, il
miglioramento dell'inserimento e reinserimento nel mercato del
lavoro dei disoccupati, privilegiando alcune categorie di target
più vulnerabili sul mercato del lavoro (Giovani Neet, donne,
soggetti disabili, e over 50), l'accrescimento delle competenze;
il tutto per contrastare il disequilibrio tra domanda e offerta
e assecondare una occupazione legata ai fabbisogni formativi e
occupazionali del mondo produttivo". A tal fine il Piano "si
articola in linee di intervento tra loro strettamente
interconnesse: l'orientamento, la formazione vicina alle
esigenze delle aziende (non solo teorica, ma anche realizzata
"on the job" attraverso tirocini e borse), la promozione della
cultura dell'imprenditorialità, il sostegno a una occupazione di
qualità, le competenze, il sostegno alle crisi aziendali, la
sicurezza sul lavoro e l'emersione del lavoro irregolare, la
declinazione territoriale delle politiche con priorità per i
borghi ai fini di scoraggiare il loro progressivo spopolamento.
La definizione degli interventi avverrà con i programmi
operativi annuali, sulla scorta di quanto già sperimentato nelle
annualità 2022 e 2023".
"I principi cardine attorno cui ruota la strategia del Piano
- scrive la Regione - sono la profilazione del disoccupato, che
misura la sua distanza dal mercato del lavoro necessaria per
costruire percorsi personalizzati di inserimento occupazionale;
la cooperazione tra Centri per l'impiego e Agenzie private del
lavoro nella gestione delle politiche del lavoro e della
formazione; l'approccio multidisciplinare per aggredire bisogni
complessi di soggetti fragili grazie al raccordo tra le
politiche della formazione e del lavoro e quelle sociali;
l'integrazione interna ed esterna tra le policy regionali; la
complementarietà tra programmi e fonti di finanziamento; la
semplificazione delle procedure; il valore della concertazione
socio-economica che si concretizza nella Commissione regionale
lavoro".
"L'attuazione degli obiettivi e degli interventi previsti dal
Piano - ha riferito l'assessore Aguzzi - potrà contare su un
ammontare di risorse su cui mai, in passato la Regione, ha
potuto contare, grazie alla convergenza del Fse + 2021/2027, del
Fondo di rotazione Accordo per la coesione, del Programma
nazionale Giovani, Donne e Lavoro, del Programma Gol, dei Fondi
residui degli ammortizzatori sociali, del Pnrr Duale. Nel
complesso una dotazione complessiva per le sole politiche del
lavoro e della formazione pari a quasi 350 milioni di euro per
il triennio, superiore alla disponibilità dell'intero Por Fse
2014/2020 su tutte le politiche cofinanziate".
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