Reporters sans frontières (Rsf) abbandona i lavori sulla stesura del codice di buone pratiche sui modelli di intelligenza artificiale per finalità generali, come Gpt-4 di OpenA, sostenendo che l’ultima versione sia “ampiamente insufficiente” e denunciando “la mancanza di garanzie sul diritto all'informazione e il peso esorbitante dell'industria in questo processo”. Negli scorsi giorni, la terza bozza del codice, previsto dalla legge europea sull’IA, ha suscitato le proteste degli addetti ai lavori, tra cui gli stessi architetti che hanno negoziato il testo al Parlamento europeo e al Consiglio Ue. Oggi la decisione dell’organizzazione a tutela dei giornalisti e della libertà di stampa di lasciare i lavori. Secondo Rsf, “manca la necessaria attenzione alla tutela delle informazioni affidabili: il diritto all'informazione non è menzionato nel testo”. Assenti, lamenta l’ong, anche “i rischi associati allo sviluppo non regolamentato dell'intelligenza artificiale per informazioni affidabili, come i deepfake, la proliferazione di siti di fake news automatizzati o persino la disinformazione infiltrata nei chatbot”. Rsf denuncia infine il fatto che “i diritti fondamentali, come i rischi sistemici per l'integrità delle elezioni democratiche, sono relegati in appendice e la loro considerazione è facoltativa”.Il codice di buone pratiche, la cui stesura definitiva è attesa a maggio, dovrà dettagliare le norme dell'AI Act che si applicano ai fornitori di modelli di IA per finalità generali, in particolare quelli con rischi sistemici.
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