Dieci corsi, 297 iscritti, 130 borse di studio e un investimento di 8 milioni e 450 mila euro. Sono i numeri riassuntivi del Dottorato di ricerca dell'Universita di Sassari, il cui anno accademico è stato inaugurato oggi nell'aula magna dell'ateneo alla presenza del rettore, Gavino Mariotti, del delegato al Dottorato di ricerca, Eugenio Garribba, e dell'ospite d'onore, lo storico britannico di fama mondiale, Donald Sassoon, che ha tenuto la lectio magistralis "La cultura ci unisce?".
A illustrare i dati sul dottorato di ricerca è stato il rettore, nel suo discorso introduttivo della cerimonia: "L'Università di Sassari sta facendo molto per sviluppare l'area della ricerca. Come primo atto di programmazione e di strategia per la crescita della ricerca si è voluto sviluppare la connessione tra dottorato di ricerca, imprese e mondo produttivo", ha detto Mariotti.
"La preoccupazione dell'Ateno è quella di formare una classe dirigente che possa affermarsi nel mondo del lavoro, in imprese qualificate. Con il piano strategico del Pnrr tra dottorati di ricerca, assegni di ricerca e posti da ricercatore abbiamo bandito 99 posizioni in modo da coniugare il mondo della ricerca con quello delle imprese, tutte di un certo livello", ha precisato il rettore.
I numeri elencati sono in crescita rispetto al passato: i 297 iscritti (tra cui 43 dottorandi stranieri) registrano un aumento del 28% rispetto all'anno precedente, così come le 130 borse di studio erogate segnano un +49%. Numeri che potrebbero essere più alti se l'Università di Sassari non dovesse fare i conti con una serie di ostacoli, evidenziati dallo stesso rettore: "I collegamenti insufficienti della Sardegna con il resto del mondo, la rete della mobilità interna e l'alto tasso di disoccupazione che si registra nell'Isola sono elementi che limitano la capacità attrattiva dell'ateneo".
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