Si è inaugurata al Museo regionale
d'arte moderna di Palazzo Riso la mostra "Segno astrazione. Il
tratto a-temporale di Giacomo Failla", a cura di Giacomo Fanale.
Artista che vive e lavora a Catania, Failla subisce la
fascinazione del suo territorio da cui trae spunto per
reinterpretazioni astratte della memoria dei luoghi. Colori,
linee, scrittura, sono molteplici i riferimenti del suo
linguaggio, soprattutto un omaggio alla Op Art e all'arte
segnico gestuale di Capogrossi. Soltanto che illusioni ottiche e
impressioni plastiche si fermano sulla superficie di un racconto
che si pone in relazione col paesaggio e la storia siciliana:
dalle città murate alla brulla natura dell'Etna, la cui sabbia è
parte di molte sue composizioni. Nella mostra non mancano,
inoltre, le riflessioni sugli anni rubati dalla pandemia, in cui
Failla si è interrogato sulla necessità di un segno spogliato da
sovrastrutture. Sono nate così opere che ritrovano la materia e
altre ispirate al rapporto intenso che lo lega all'artista
visuale giapponese Nakajima Hiroyuki. Sono esposti molti lavori,
che cercano di annullare la bidimensionalità della superficie
attraverso l'uso del cartone rigenerato e pressato, in modo da
ottenere effetti materici tridimensionali; oltre ad alcuni pezzi
realizzati per "Fragments of Solitude", a cura di Samson
Surasidhi Panich a Bangkok. In tutti, Failla si propone di
recuperare elementi che rivelano quella stratificazione che gli
è cara sin dalle origini delle sue prime composizioni formali,
quando elementi di riutilizzo materico caratterizzavano
complesse astrazioni geometriche, totem metallici, lavori con le
sabbie. É una riflessione continua, dai grandi apparati barocchi
ai palazzi nobiliari, alle ville suburbane o ai capannoni
industriali, alle installazioni luminose delle sagre.
Failla ha esposto in numerose personali e collettive in Italia
ed all'estero, soprattutto in Germania. Nel 2012 ha partecipato
al Padiglione Italia alla cinquantaquattresima Biennale di
Venezia. La mostra, che fa parte della Settimana delle culture,
sarà aperta fino al 27 marzo.
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