"Ha il valore di essere un'opera
creata in maniera specifica per il Palazzo Reale per Palermo per
un approfondimento tra arte e scienza. Perché Edoardo Dionea
Cicconi con la sua arte, attraverso quest'opera, ci racconta di
una frattura difficile da sanare, ma fondamentale: prove di
riconciliazione tra arte e scienza rese necessarie dal confine
flebile tra natura e artificiale tra tecnologia e umano, e con
un digitale che corre velocemente". Patrizia Monterosso,
direttrice della fondazione Federico II, spiega così la scelta
dell'installazione site specific di Edoardo Dionea Cicconi
"150-93 VIII", posizionata al centro del Cortile di Palazzo
Reale a Palermo.
"Il rapporto tra materia e forma - aggiunge la direttrice
della Fondazione Federico II - è una delle grandi ossessioni
dell'arte del XX secolo. Forma, spazio, materia, percezione
costituiscono il fulcro di una profonda riflessione
sull'esperienza artistica. Nell'opera di Edoardo Dionea Cicconi
la materia è medium artistico, ma è anche un espediente creativo
per indagare sull'essenza della materia in dialogo con le teorie
della fisica. Quest'opera ha inoltre il merito di stimolare il
senso di meraviglia che dobbiamo mantenere nei confronti della
natura".
"La Fondazione Federico II - afferma Gaetano Galvagno,
presidente dell'Ars e della Fondazione - esplora un linguaggio
artistico contemporaneo in grado di riavvicinare arte e scienza
e suscitare interesse nei giovani. L'opera di Edoardo Dionea
Cicconi mette in dialogo il Palazzo, i visitatori e la realtà
circostante con continue connessioni tra passato, presente e
futuro".
L'installazione sarà fruibile fino al 20 agosto ma sono già
in programma diverse iniziative. "per un tema che è assai
contemporaneo - aggiunge Patrizia Monterosso - la necessità di
sanare questa schisi tra mondo umanistico e mondo scientifico.
Un tema caro che nasce da un laboratorio che si chiama Palazzo
Reale perché nell'epoca di Federico II astronomia e scienza
camminavano con arte e con cultura".
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