''Dipingevo cose strane'', così
Leandra Cominazzini si descrisse nel raccontare i primi passi
della sua ricerca animata dall' urgenza di trovare espressioni
artistiche nuove, una attività che l' avrebbe portata a entrare
alla fine degli Anni Venti nel gruppo dei futuristi umbri con la
sua forte impronta onirica e gli slanci cosmici. A 40 anni
dalla morte Foligno, la sua città, la racconta fino al 24
gennaio prossimo nella grande antologica curata da Massimo
Duranti e Andrea Baffoni che è l' occasione per una rilettura
''a tutto tondo riguardo ai linguaggi, alle tecniche e alla
temporalità, nel senso della rivalutazione dell'evoluzione
pittorica post-futurista e della valenza delle altre
produzioni'', dalla poesia alle arti applicate, dalle ceramiche
ai tessuti. Del resto, la multidisciplinarietà fu un tratto
comune del gruppo ristretto ma agguerrito di donne che scelsero
di seguire Filippo Tommaso Marinetti nonostante il carattere
dichiaratamente misogino del Movimento. Leandra Angelucci
Cominazzini (1890-1981), figlia della buona borghesia della
città, riuscì a crearsi uno spazio particolare proprio grazie
all' amicizia con Benedetta Cappa, la moglie di Marinetti,
validissima pittrice che aveva studiato con Giacomo Balla. Fu
lei a facilitarne l' ingresso tra i futuristi umbri, tra i quali
il perugino Gerardo Dottori fu uno dei suoi punti di riferimento
creandole spazio tra gli esponenti dell' aeropittura. A
spiccare, tra i dipinti esposti, è proprio il ritratto
aeropittorico della famiglia Marinetti, realizzato tra il 1930 e
il 1933 da Dottori, con il fondatore del Futurismo accanto la
moglie Benedetta e le figlie Vittoria, Luce e Ala. Duranti, che
nel 1883 curò insieme con Enrico Crispolti la prima antologica
della pittrice, riconosce di averne scoperto le opere grazie
alla mostra epocale curata da Lea Vergine a Milano nel 1980
intitolata ''l' Altra metà dell' Avanguardia'', dedicata alle
artiste della prima metà del Novecento misconosciute o ignorate
completamente. Un lavoro diventato con lo stesso titolo un libro
fondamentale che ha aperto la strada per una riscrittura della
storia dell' arte finalmente attenta a riconoscere il ruolo e il
contributo delle donne.
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