FABRIZIO GRASSO, LA RINUNCIA. DIO E' STATO SCONFITTO? (ALGRA EDITORE, PP.70, euro 6). Dopo quattro lunghi anni 2.0 sembra tutto normale, ma non lo è. La rinuncia al pontificato di Benedetto XVI e l'elezione al soglio di Francesco, ovvero la convivenza nella Città del Vaticano di due papi, uno emerito e uno regnante, ha creato macerie all'interno della Chiesa, macerie teologiche e di rappresentanza. È quello che racconta un pamphlet di Fabrizio Grasso 'La Rinuncia. Dio è stato sconfitto?' facendo riferimento alla teologia-politica di Carl Schmitt. Che ne è oggi insomma della relazione tra potere temporale e spirituale in Occidente? E come può concepirsi poi la duplicazione di una linea tradizionale che è un vero e proprio ossimoro? Intanto i fedeli, come le alte gerarchie del Vaticano, si sono divisi sostenendo o osteggiando il papa emerito e quello regnante percepiti come antagonisti e non alleati. Solo quest'anno c'è stato uno scontro epico tra quattro cardinali (Walter Brandmuller, Raymond Burke, Carlo Caffarra, Joachim Meisner) e papa Francesco. Motivo del contendere i noti cinque 'Dubia' espressi dai cardinali riguardo l'interpretazione dell'esortazione apostolica 'Amoris Laetitia' sulla comunione ai divorziati. Una cosa che ha scatenato una feroce lotta tra i cosiddetti cattolici 'tradizionalisti' e 'progressisti'.
"Il Vaticano è certamente stressato dalla presenza di due papi - dice Grasso -. Non dimentichiamo che nel 2015 il cardinale belga Godfried Danneels, pubblicamente ammetteva di aver fatto parte di un 'Mafiaclub' composto da cardinali e vescovi che si opponevano a Benedetto XVI. Nella biografia di questo cardinale, la faccenda è trattata diffusamente e vengono fatti anche i nomi di principi della Chiesa che avrebbero fatto parte del cosiddetto gruppo di San Gallo. Il cardinale Martini, il vescovo olandese Adriaan Van Luyn, i cardinali tedeschi Walter Kasper e Karl Lehman, il cardinale italiano Achille Silvestrini e quello britannico Basil Hume. Erano proprio loro a spingere per una modernizzazione della Chiesa e voler eleggere Bergoglio come successore di Ratzinger per concretizzare il loro progetto. E che dire poi - continua l'autore - le recenti dichiarazioni di monsignor Negri, grande amico del papa emerito, che a giugno ha lasciato la guida della diocesi ferrarese? A proposito della rinuncia, disse a un giornale: 'Benedetto XVI ha subito pressioni enormi. Non è un caso che in America, anche sulla base di ciò che è stato pubblicato da Wikileaks, alcuni gruppi di cattolici abbiano chiesto al presidente Trump di aprire una commissione d'inchiesta per indagare se l'amministrazione di Barack Obama abbia esercitato pressioni su Benedetto. Resta per ora un mistero gravissimo, ma sono certo che le responsabilità verranno fuori''.
Intanto una divisione netta all'interno del Vaticano c'è già ''una cosa che ha fatto emergere al suo interno più d'un partito. I principali sono senza dubbio quelli composti dai 'Tradizionalisti' e 'Progressisti'. Ognuno di loro ha i suoi cardinali, intellettuali e giornali di riferimento. Penso a noti vaticanisti che nel corso di questo pontificato, hanno mutato il loro orientamento e faccio anche i nomi: Aldo Maria Valli, Marco Tosatti, Sandro Magister. Per non dire di Antonio Socci che è critico dall'inizio. A questi si aggiungano blog come 'Campari & De Maistre' o 'RadioSpada', che in questi anni si sono erti a difesa dell'ortodossia. I 'Progressisti' invece hanno i loro alfieri sia in vaticanisti di grido che scrivono per prestigiosi quotidiani, in blog come 'Faro di Roma', o in giornali come 'Formiche', che si vocifera sia molto vicino a Santa Marta. A dire poi che papa Bergoglio su molti temi, quali per esempio globalizzazione ed ecologia, tenda a sinistra, sono in tanti - spiega ancora Fabrizio Grasso -. Addirittura per l'ex presidente del Senato Marcello Pera (che con Ratzinger scrisse un libro) Bergoglio non è nemmeno interessato al cristianesimo come dottrina ed infatti è arrivato a dire che: 'Questo Papa ha preso il cristianesimo e lo ha volto in politica'. Senza girarci attorno, Pera da filosofo si è accorto che in questo pontificato, il cristianesimo è passato dall'essere un fine all'essere un mezzo. E questa è una rivoluzione vera''.
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