Le Cooperative sono in prima linea
sulla sostenibilità, con investimenti per 1,9 miliardi di euro
solo lo scorso anno, impegnate da decenni in progetti di
agricoltura di precisione finalizzati a ridurre l'utilizzo di
acqua e di chimica. Un divieto indiscriminato di tutte le
molecole, con una Pac ideologica, quindi, metterebbe a rischio
fino al 60% delle coltivazioni europee. E' il messaggio lanciato
da Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, intervenuto
al FruitLogistica di Berlino ad un workshop organizzato dal
Consorzio dell'Agropontino e dalla BCC di Roma, che mette in
evidenza come le Banche di Credito Cooperativo eroghino in
Italia il 23% del credito complessivo concesso agli agricoltori.
"Le nostre tavole sarebbero invase da derrate agricole
prodotte in Paesi dove le normative sono molto più blande o
addirittura inesistenti come i Paesi del Mercosur o dell'Asia",
ha detto Gardini, secondo il quale "è vitale conciliare la
sostenibilità ambientale con la produzione. La Pac quindi assume
un ruolo cruciale, dove occorre semplificare la burocrazia,
promuovere la reciprocità degli standard con gli altri paesi e
assicurare trasparenza ai consumatori".
"La sostenibilità si raggiunge con innovazione, equilibrio e
dialogo con gli agricoltori, non con misure punitive determinate
da interventi ideologici; - ha precisato il presidente - perfino
il biologico che utilizza sostanze approvate come rame e zolfo
subirebbe dal divieto totale un collasso dell'80% delle
aziende".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA