(dell'inviata Laurence Figà-Talamanca)
Il tema dell'aborto, e del diritto di
scelta delle donne, è entrato a gamba tesa in un G7 che fino
alla vigilia appariva incentrato quasi esclusivamente sulle
guerre e le crisi mondiali: poche righe di un documento lungo
decine di pagine scaraventate all'improvviso all'attenzione
delle cancellerie, e non solo. Nella bozza della dichiarazione
finale del vertice di Borgo Egnazia infatti la parola 'aborto'
non c'è più, sostituita - nel lavoro di sintesi degli sherpa -
da un riferimento agli impegni già espressi al G7 di Hiroshima
di un anno fa per "un accesso universale, adeguato e sostenibile
ai servizi sanitari per le donne, compresi i diritti alla
riproduzione".
"Mi dispiace" che la parola sia sparita, ha commentato il
presidente francese Emmanuel Macron sottolineando "sensibilità
diverse" sul tema nelle posizioni di Italia e Francia, con
Parigi che al contrario ha inserito il diritto all'aborto nella
Costituzione con un voto bipartisan. Un tratto di penna che non
è passato inosservato nemmeno tra le fila dell'opposizione: "Una
vergogna nazionale", l'ha definita la segretaria del Pd Elly
Schlein esortando Giorgia Meloni, "una premier donna che non
difende le altre donne", a "scusarsi con il Paese".
Dal resort pugliese dove sono riuniti i capi di Stato e di
governo, fonti italiane hanno poi spiegato che nel testo che
sarà pubblicato alla chiusura dei lavori "non c'è alcun passo
indietro" sul tema, "non si è tolto nulla": semplicemente, è la
versione della presidenza italiana, "non si troverà la parola
'aborto' perché" implicita nel richiamo alle conclusioni di
Hiroshima "che quindi vengono riconfermate". "E' evidente -
hanno sottolineato - che quando si fa una nuova dichiarazione
non si copia quello che è stato fatto l'altra volta, ma si cerca
di mettere le novità, le cose aggiuntive". Insomma, un caso che
sarebbe stato "montato come la panna", hanno aggiunto le fonti:
"Il sospetto è che ci sia stata un po' di strumentalizzazione
elettorale, post elettorale, qualcuno che magari abbia voluto
inserire un elemento di disturbo in un G7 che pare fin qui stia
andando benissimo".
Una frecciata questa, neanche tanto velata, a Macron alle
prese con la sconfitta alle Europee e le imminenti quanto
inaspettate elezioni politiche di fine mese. Ma il capo
dell'Eliseo coglie l'occasione del mancato riferimento
all'aborto anche per mandare un messaggio ai francesi sulle
"diverse sensibilità" politiche in tema di diritti: "La Francia
condivide una visione di uguaglianza tra uomo e donna", ma "non
è una visione condivisa da tutto lo spettro politico. Mi
dispiace ma lo rispetto perché è stata la scelta sovrana del
vostro popolo", ha risposto all'ANSA con riferimento al governo
di destra di Meloni.
Anche Joe Biden fa quadrato attorno al diritto di scelta
delle donne: "La battaglia continua", ha assicurato il
presidente americano raggiunto in Puglia dalla decisione della
Corte Suprema di mantenere il pieno accesso alla pillola
abortiva, respingendo il tentativo di gruppi anti-abortisti.
"Voglio essere chiaro: gli attacchi dei repubblicani ai
medicinali per l'aborto rientrano nella loro agenda estrema e
pericolosa di vietare le interruzioni di gravidanza a livello
nazionale", ha aggiunto Biden, anche lui alle prese con la
campagna elettorale e la sfida con Donald Trump: c'era lui alla
Casa Bianca quando la Corte Suprema annullò la storica sentenza
Roe vs Wade che garantiva il diritto all'aborto a livello
federale. "Biden non cede sui diritti, ne parlerà con la premier
Meloni" nella bilaterale di venerdì, ha confermato anche il
consigliere per la sicurezza nazionale Jack Sullivan.
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