Un attacco missilistico russo ha colpito la città di Kryvyi Rih, città natale di Volodymyr Zelensky, nella regione di Dnipropetrovsk, causando 3 morti e un ferito. Lo riferisce RBC-Ucraina citando il capo della regione Serghei Lysak.
La Russia accusa l'esercito ucraino di "lanciare sistematicamente attacchi contro le infrastrutture energetiche russe utilizzando droni e sistemi di artiglieria".
Lo riportano le agenzie russe citando un comunicato stampa in cui il ministero della Difesa di Mosca accusa le forze di Kiev di aver "attaccato deliberatamente due volte le infrastrutture energetiche" nella regione di Kursk "nelle ultime 24 ore".
Le autorità russe sostengono che i soldati ucraini abbiano attaccato con un drone una stazione elettrica a Klyukva provocando un blackout per "più di 1.200 utenze domestiche", e che abbiano colpito la centrale elettrica di Kurskenergo danneggiando un cavo e "interrompendo l'alimentazione elettrica a più di 300 utenze domestiche".
Le dichiarazioni di Mosca non sono al momento verificabili in modo indipendente. Mosca e Kiev si accusano a vicenda di non rispettare lo stop ai raid su questi impianti.
Steve Witkoff, l'inviato speciale di Donald Trump, incontrerà il negoziatore russo Kirill Dmitriev oggi alla Casa Bianca. Lo riporta Cbs citando alcune fonti, secondo le quali il Tesoro americano ha temporaneamente revocato le sanzioni contro Dmitriev per consentire al dipartimento di Stato di emettere il visto necessario per la sua visita negli Stati Uniti.
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, sostiene che la possibile visita del presidente americano Donald Trump in Arabia Saudita non abbia "nulla a che fare con Putin" e che non ci sia "ancora un'intesa chiara sulla data e sul luogo di un possibile incontro tra Putin e Trump". Lo riporta l'agenzia Interfax. Peskov, sostiene inoltre che "Putin rimane aperto a negoziati di pace" sulla guerra in Ucraina.
"Il fatto che la Russia, d'accordo con la parte americana, abbia annunciato che avrebbe aderito a una moratoria temporanea sugli attacchi alle infrastrutture energetiche è la prova più eloquente" ha dichiarato Peskov secondo l'agenzia di stampa statale russa Tass affermando che ci sarebbe, a suo dire, "un'assoluta riluttanza" di Kiev "a seguire la stessa strada".
Mosca e Kiev si accusano a vicenda di non rispettare lo stop ai raid su questi impianti. Putin - che tre anni fa ha ordinato l'invasione dell'Ucraina - non ha finora accettato una proposta di Kiev e Washington di un cessate il fuoco di almeno 30 giorni fissando tutta una serie di condizioni.
Il ministero dell'Interno russo ha dichiarato di star "adottando tutte le misure di propria competenza" per chiedere l'arresto e l'estradizione in Russia di alcuni alleati dell'oppositore Alexey Navalny costretti di fatto all'esilio: lo riportano diversi media russi, tra cui la testata online Meduza, secondo cui le autorità di Mosca hanno bollato i dissidenti come "traditori della patria".
Navalny e le sue organizzazioni sono stati inseriti nell'elenco degli "estremisti" del governo russo mentre il Cremlino continua a inasprire al massimo la repressione di ogni forma di dissenso. Lo stesso Navalny era stato condannato a 19 anni di reclusione proprio per accuse di "estremismo" ritenute dagli osservatori occidentali infondate. L'oppositore è poi morto in circostanze poco chiare nel carcere sopra il circolo polare artico e i suoi alleati accusano il Cremlino di averlo ucciso.
"In un momento in cui migliaia di nostri concittadini (...) difendono con le armi in mano gli interessi nazionali e l'integrità territoriale della Federazione russa, questi traditori della patria stanno portando avanti un lavoro ideologico sovversivo contro il loro popolo", recita la nota del ministero dell'Interno secondo Meduza, definendo guerra per "l'integrità territoriale della Federazione russa" l'invasione dell'Ucraina ordinata da Putin e nella quale hanno perso la vita decine di migliaia di persone.
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