Con una maratona oratoria di 25 ore e 5 minuti contro Donald Trump e il suo alleato Elon Musk il senatore Cory Booker è passato alla storia tornando a galvanizzare il partito democratico demoralizzato dopo la batosta di novembre. Nel giorno della vittoria Dem in un'importante voto per il giudice della Corte Suprema in Wisconsin, l'ex sindaco afro-americano di Newark ha battuto un nuovo record e messo un'ipoteca sulla corsa alla Casa Bianca del 2028. Via via che passavano le ore, sempre in piedi senza mangiare o andare in bagno, Booker ha dato una prova di resilienza polverizzando tutti i primati precedenti fino a quello del 1957, quando l'allora democratico, poi passato al Gop, Strom Thurmond parlò per 24 ore e 18 minuti contro il Civil Rights Act.
"Sono qui nonostante quel discorso. Perchè, per quanto lui fosse potente, il popolo lo è stato di più", ha detto il 55enne senatore che non era ancora nato quando Thurmond, favorevole a una rigida segregazione razziale, si scagliò contro l'allargamento dei diritti civili agli afro-americani. La Casa Bianca ha liquidato l'impresa come una bravata: "Cerca un momento 'Io sono Spartaco'", ha detto il portavoce Harrison Fields riferendosi a un passaggio del film di Stanley Kubrick in cui l'autodenuncia collettiva degli altri schiavi rese impossibile per i generali romani identificare il ribelle. "Parlerò fino a che avrò la forza", aveva esordito Booker mettendo in guardia gli americani: "Se gli uomini fossero angeli, non sarebbe necessario un governo", ha detto poi, citando alla 20esima ora i Founding Fathers dei Federalist Papers: "Ma il nostro presidente non è un angelo".
Sottolineando il ruolo del Congresso nel mantenere l'esecutivo sotto controllo, Booker ha criticato i colleghi per non aver bloccato i candidati di Trump, da ultimi anche i Dem che, con il capogruppo Chuck Schumer, hanno avallato la nuova legge di spesa proposta dalla presidenza. Estrazione middle class e studi a Stanford e Oxford, Booker è un politico dell'estremo: 13 anni fa, quando era sindaco, visse per una settimana da povero facendo la spesa solo con i food stamps per rispondere alla polemica lanciata da un elettore contro i "parassiti" che campano sul welfare. Cory era considerato allora un astro nascente del partito democratico, un clone di Barack Obama papabile per la presidenza. Ci provò nel 2019 ma fu costretto a ritirarsi per mancanza di fondi. Continuò così a servire come senatore del New Jersey: rieletto nel 2020, il suo mandato scadrà nel 2027, quando la prossima corsa alla Casa Bianca sarà entrata nel vivo.
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