Una lettera per chiedere di ridefinire i tempi di esame del ddl sull'autonomia differenziata, firmata da tutti i gruppi di opposizione, è stata inviata al presidente della Camera Fontana. Nella lettera si esprime preoccupazione per la decisione del presidente della I Commissione di "comprimere i tempi di discussione e di presentazione degli emendamenti su temi delicati e decisivi, per approdare in Aula entro la fine di aprile". "Le chiediamo con urgenza - scrivono ì capogruppo - di convocare una Conferenza dei capigruppo al fine di riesaminare i tempi previsti per l'approdo in Aula del provvedimento".
"La drastica compressione dei tempi di esame del disegno di legge - si legge nel testo sottoscritto da Chiara Braga, Francesco Silvestri, Matteo Richetti, Luana Zanella, Davide Faraone e Riccardo Magi - operata da ultimo, dalla decisione del presidente, nell'Ufficio di Presidenza di giovedì 4 aprile, e sostenuta dai Gruppi parlamentari di maggioranza ha destato grandissimo allarme e preoccupazione in ordine alla possibilità di esaminare un provvedimento così rilevante e delicato in un tempo che non sia congruo e adeguato". "Particolarmente preoccupanti - aggiungono i deputati - sono apparsi i tempi assegnati da un lato allo svolgimento della fase della discussione generale, ristretta all'unica giornata di giovedì 11 aprile; e dall'altro, soprattutto i tempi di esame degli emendamenti, al momento previsti per le sole giornate di lunedì 22, martedì 23 e mercoledì 24, nei soli spazi residui consentiti dai lavori dell'Assemblea". "Il provvedimento in esame - sottolineano - determinerà un grandissimo impatto sul nostro ordinamento, sia per quanto riguarda la garanzia di diritti civili e sociali fondamentali, sia per quanto riguarda la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni che devono essere garantiti in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale".
"Va ricordato che il provvedimento in esame non è sorretto da alcuna ragione di necessità o di urgenza, ma, al contrario, proprio per la sua rilevanza e complessità, richiederebbe un esame approfondito, ed esaustivo". "Preme agli scriventi segnalare, infine - concludono - la grave preoccupazione sorta in ordine alla possibilità di procedere alla segnalazione delle proposte emendative, cui il Presidente, Pagano, si è riservato di ricorrere, questione che appare del tutto impropria, considerati la rilevanza e il rilievo costituzionale del provvedimento, e che, in particolare, prefigura un immotivato contingentamento del confronto".
La lettera si conclude con la richiesta di convocare la capigruppo "al fine di riesaminare i tempi previsti per l'approdo in Aula del provvedimento".
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