"La Corte fa affidamento sugli Stati per l'esecuzione delle sue decisioni.
Non si tratta solo di un obbligo giuridico nei confronti della Corte stessa come previsto dallo Statuto di Roma, ma anche di una responsabilità verso gli altri Stati parte".
Così un portavoce della Corte
penale internazionale, in merito alla visita in Ungheria del
premier israeliano Benyamin Netanyahu, atteso mercoledì da
Viktor Orban nonostante il mandato d'arresto internazionale a
suo carico. "Non spetta ai singoli Stati valutare
unilateralmente la legittimità o la validità delle decisioni
della Cpi", aggiunge il portavoce.
"Qualora uno Stato nutra dubbi o perplessità in merito alla
cooperazione con la Corte, ha la possibilità di consultarsi con
essa in modo tempestivo ed efficace", evidenzia ancora il
portavoce della Cpi, ricordando inoltre che "l'articolo 119
dello Statuto di Roma stabilisce chiaramente che ogni
controversia concernente le funzioni giudiziarie della Corte
deve essere risolta dalla Corte stessa".
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