Un volo di diversi metri prima di
finire a terra nel cortile interno di un condominio nel centro
della Capitale. Nuova tragedia sul lavoro stamattina. Un operaio
di 52 anni, Piero Peruzza, è morto dopo essere precipitato da
un'impalcatura. Erano da poco passate le 9.30 quando un collega
ha sentito un forte schianto. Pochi istanti e subito la
terribile scoperta. Inutili i soccorsi per la vittima. Sul posto
vigili del fuoco e poliziotti del commissariato Esquilino che
hanno effettuato verifiche sul ponteggio per accertare l'esatta
dinamica dell'accaduto. Si ipotizza che l'operaio sia
precipitato da una passerella al settimo piano. Il ponteggio è
stato posto sotto sequestro. Sono in corso indagini per
stabilire eventuali responsabilità. E l'ennesima tragedia sul
lavoro ha sollevato una serie di reazioni. L'assessore regionale
al Lavoro, Claudio Di Berardino, nell'esprimere vicinanza alla
famiglia di Peruzza ha sottolineato: "per scongiurare il
ripetersi di incidenti mortali sul lavoro come Regione
continuiamo a lavorare convocando per l'inizio del nuovo anno
una riunione conclusiva del Tavolo Salute e Sicurezza per
definire un Protocollo sulla contrattazione preventiva relativa
all' organizzazione del lavoro in sicurezza". E ha poi aggiunto:
"come assessorato chiediamo di dare immediata attuazione al
vademecum in materia di edilizia già definito - ha aggiunto Di
Berardino -.Uno strumento con delle indicazioni ben precise per
imprese e lavoratori da seguire per prevenire questo tipo di
morti sul lavoro, che avvengono soprattutto in campo edile".
Nicola Capobianco, segretario generale della Filca Cisl di Roma,
ha sottolineato che quello di oggi è "l'ottavo incidente mortale
nell'edilizia a Roma e provincia. Era dal 2009 - ha sottolineato
- che non si raggiungeva un numero cosi alto. Una strage
silenziosa a cui concorrono controlli occasionali, affidati a
personale numericamente esiguo e ritardi nell'applicazione della
normativa". "In 50 giorni nella provincia di Roma sono morti
quattro operai, tre per cadute dall'alto - ha proseguito - . Non
si può morire per lavorare". Per la Cgil di Roma e del Lazio, la
Cisl di Roma Capitale e Rieti e la Uil del Lazio, il 2021 è
stato un "anno nero" per le morti sul lavoro. Mentre per
Giovanni Barbera, membro del Comitato politico nazionale di
Rifondazione Comunista, "contro questa strage non bastano le
lacrime di coccodrillo". "Bisogna potenziare tutte le strutture
deputate ai controlli e alla prevenzione degli infortuni sul
lavoro, escludere dagli appalti pubblici le imprese che si
rendono responsabili delle suddette violazioni e inasprire
sanzioni e pene" ha concluso.
YF1-NM/ S0B QBXB
Riproduzione riservata © Copyright ANSA