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Il ciclone Donald Trump con i
nuovi dazi al 20% annunciati nel Liberation Day travolge
l'Europa. Una tempesta perfetta di cui, avevano ribattuto dalla
Commissione europea soltanto poche ore prima che il tycoon
scoprisse le sue carte, nessuno sentiva "il bisogno". La
presidente Ursula von der Leyen ha scelto nell'immediato di non
replicare alle bordate giunte dall'altra sponda dell'Atlantico:
lo farà soltanto alle prime luci dell'alba, da Samarcanda, per
prendersi il tempo di definire gli ultimi dettagli con i leader
dei Ventisette e calibrare al millimetro la replica. Una prima
reazione però è arrivata già prima dello schiaffo di Washington:
un appello all'unità lanciato dalla numero uno della Bce,
Christine Lagarde, affinché l'Ue tenga la "schiena dritta" e si
faccia "sentire". E a stretto giro si è levato anche il monito
del leader del Ppe di von der Leyen, il connazionale Manfred
Weber, per il quale Trump attacca il commercio equo "per paura"
ma davanti a sé troverà un'Europa "unita, pronta a difendere i
propri interessi e aperta a colloqui equi e fermi". Un messaggio
che parla anche italiano con il vicepremier Antonio Tajani che
ha chiesto un "approccio pragmatico, basato sul dialogo" senza
"lasciare indifeso il sistema produttivo italiano". Nei palazzi
delle istituzioni comunitarie l'attesa della scure del
presidente americano è finita poco dopo le 22. Per l'Europa
bollata come "patetica" e rea negli strali dell'inquilino della
Casa Bianca di aver "derubato per anni" gli Usa le sovrattasse
toccheranno il 20%, contro il 10% applicato invece alla Gran
Bretagna. Adesso serve "mantenere la lucidità per esplorare
tutte le strade possibili al fine di spingere gli Stati Uniti al
tavolo delle trattative, ma anche mostrare determinazione", ha
sottolineato il presidente della delegazione per le relazioni
con gli Usa dell'Europarlamento, Brando Benifei, rilanciando la
proposta già sul tavolo dell'esecutivo Ue di colpire le Big Tech
a stelle strisce come misura di ritorsione. La sfida europea,
nella visione del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini,
è restare unita e "mantenere e aumentare la presenza di
industria e lavoratori in Europa". La risposta Ue - da mettere
in campo entro fine mese - sarà a due fasi, rapida ma ponderata.
Bruxelles ribadirà ciò che, nelle ultime settimane, von der
Leyen ha già spiegato più volte: i dazi fanno male a tutti, sono
ingiustificati e vanno a intaccare delle relazioni commerciali
solidissime, come quelle transatlantiche. Allo stesso tempo
l'Europa non chiuderà la porta al dialogo: il commissario Ue per
il Commercio, Maros Sefcovic, non ha mai interrotto i contatti
con Washington, dove non è escluso che torni nei prossimi
giorni, dopo aver incontrato anche Tajani già nelle prossime ore
a Bruxelles per definire una risposta comune. Sul piano
commerciale la questione si complica. La Commissione, a quanto
si apprende, sta preparando una risposta che sia innanzitutto
equilibrata tra i Paesi membri, tentando di bilanciare al meglio
gli effetti collaterali che deriveranno dai contro dazi a
prodotti e servizi americani. Il piano, come anticipato dal
governo francese, è che la risposta sia in due fasi. Dapprima,
farà scattare i contro dazi su alluminio e acciaio. La
sospensione, che scade il 13 aprile, non sarà prorogata. Poi,
entro fine aprile, Bruxelles dovrebbe mettere in campo la sua
reazione ai dazi legati al cosiddetto "giorno della liberazione
dell'America". In questo senso, decisivo potrebbe essere il
Consiglio Ue Commercio che si terrà lunedì a Lussemburgo. E dove
le spaccature tra i 27 sull'intensità della risposta da mettere
in campo potrebbero emergere in tutta la loro gravità. L'unità
europea nella risposta a Washington, per von der Leyen, è un
elemento chiave. Anche per questo la presidente della
Commissione, in vista dell'annuncio di Trump, ha intensificato i
suoi contatti con i leader europei, Giorgia Meloni inclusa.
L'obiettivo è far fronte alle richieste che provengono dalle
capitali, provando a non scontentare nessuno. O meglio, a
scontentare tutti nella stessa misura. In questo senso la
Commissione probabilmente accompagnerà ai contro dazi un piano
per un sopporto nel breve termine ai comparti economici più
colpiti. A partire da quelli dell'agroalimentare. Von der Leyen,
in ogni caso, può contare sul sopporto dei partiti europeisti e
dalla grande maggioranza dei governi, tutti convinti, o
rassegnati, ad una risposta che sia "adeguata". La replica
ufficiale dell'Ue sarà diffusa mentre i vertici comunitari sono
diretti in Uzbekistan, per il summit con gli Stati dell'Asia
Centrale. La diversificazione dei partner è ormai un punto
essenziale di un'Europa.
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