Diventa un caso religioso e giudiziario l'asta sul web della reliquia, non si sa se autentica o falsa, del beato Carlo Acutis, lo studente lombardo morto quindicenne di leucemia fulminante e diventato un modello di vita cristiana per tanti giovani fedeli oltre che una sorta di "patrono di internet", beatificato il 10 ottobre 2020 e che sarà proclamato santo alla fine di aprile.
Una denuncia nei confronti di ignoti è stata presentata dal vescovo di Assisi monsignor Domenico Sorrentino: il corpo del giovane è infatti custodito nel santuario della spogliazione della città umbra. Un esposto che è stato già trasmesso alla Procura di Perugia guidata da Raffaele Cantone che ha subito avviato gli accertamenti. L'atto di monsignor Sorrentino ha riguardato in particolare i capelli del giovane per i quali è partita un'asta in rete, con il prezzo che ha già superato i 2 mila euro. Reliquia, sostiene l'anonimo venditore coperto da nick name, che sarebbe stata autenticata dalla postulazione. Secondo la TgR dell'Umbria, l'asta si è chiusa e la reliquia è stata aggiudicata a una persona ignota.
"Ne abbiamo chiesto il sequestro" ha spiegato monsignor Sorrentino. "Non sappiamo se le reliquie siano vere o false - ha aggiunto - ma se fosse anche tutto inventato, se ci fosse l'inganno, saremmo in presenza, oltre che di una truffa, anche di una ingiuria al sentimento religioso". La denuncia di monsignor Sorrentino si è concentrata su una sola reliquia ma sul web - in base a quanto ha verificato la diocesi - ne circolerebbero anche altre attribuite sempre a Carlo Acutis.
"Su internet - ha spiegato il vescovo - c'è un mercatino di reliquie che riguarda vari santi, come il nostro Francesco, con tanto di prezziario. Una cosa impossibile da accettare". Il presule ha spiegato che il Diritto canonico non ammette questo commercio. Le reliquie vengono infatti date attraverso i vescovi gratuitamente. Al massimo si fanno offerte al santuario dal quale provengono. E' una prassi che risale ai primi secoli della nostra storia". Dell'asta che sta riguardando Acutis, il vescovo ha parlato di "grande offesa al sentimento religioso". Prima della canonizzazione la famiglia ha donato alla diocesi di Assisi il corpo dello studente lombardo e in vista della sua canonizzazione se ne sta occupando anche la postulazione che promuove la causa. "A cosa può portare l'idolo denaro... ho timore che ci sia lo zampino di Satana" ha concluso monsignor Sorrentino.
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