"L'attribuzione dei compiti prefettizi al Presidente della Regione ha un'origine storica singolare, ma si può dire, alla prova di settant'anni di esercizio, che è ormai ben radicata e aggiungerei che ha dato vita a una formula a cui oggi guardano con interesse anche le altre Regioni e Province autonome. Lo Stato qui non è una presenza lontana e antagonista, ma è concretamente rappresentato da un organo elettivo, il Presidente della Regione, che opera come snodo operativo efficace in una Regione che oltretutto ha anche le competenze che altrove svolgono le Province. È necessario però 'coltivare' seriamente questa originalità, tenere alto il livello qualitativo dell'amministrazione regionale, preservare la sua neutralità nello svolgimento di questi delicati compiti e completare rapidamente, con alcuni interventi attuativi, l'aggiornamento della normativa in questa materia". Lo ha detto Roberto Louvin, professore associato di diritto pubblico comparato dell'Università di Trieste, presentando lo studio sulla funzione prefettizia del Presidente della Regione, "che rappresenta una delle principali peculiarità dell'ordinamento giuridico valdostano e un unicum nel panorama italiano".
Il testo "ripercorre le dinamiche che furono alla base dell'attribuzione delle funzioni prefettizie, indaga il concreto svolgersi di queste funzioni fino ai giorni nostri senza trascurare il confronto con le altre realtà ad autonomia speciale italiane e uno sguardo comparato più ampio". "È indispensabile - ha osservato il Presidente del Consiglio Valle, Alberto Bertin - comprendere appieno le ragioni di fondo di questa che non è solo una soluzione organizzativa, ma che è il riflesso stesso di un modo peculiare di concepire lo Stato in periferia. Oltre al valore che lo studio riveste in sé, testimonia in concreto un modo di intendere un'esperienza di autonomia e l'occasione per ribadire l'importanza della valorizzazione degli elementi distintivi della nostra autonomia speciale, il cui futuro dipende dalla nostra attenzione di oggi".
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