Il Consiglio Valle ha approvato
all'unanimità una legge che prevede disposizioni in materia di
attività culturali. L'obiettivo del provvedimento è di sostenere
la valorizzazione dell'identità culturale valdostana e, in
particolare, di disciplinare la concessione di aiuti destinati
alla tutela, valorizzazione e diffusione di quella che viene
comunemente definita lingua franco-provenzale, nonché della
civiltà ad essa collegata, quale espressione significativa
dell'identità culturale e del patrimonio culturale.
In dettaglio - ha spiegato Albert Chatrian (Uv) - "la legge
incoraggia iniziative che promuovano la conoscenza e la
diffusione della lingua franco-provenzale, riconoscendone il
ruolo educativo e formativo" e "sostiene il Centro di Studi
Francoprovenzali di Saint-Nicolas e l'associazione Lo Charaban".
"Oggigiorno la conservazione del patrimonio ancestrale -
prosegue Chatrian - diventa sempre più complessa. Riteniamo
tuttavia importante che il patrimonio del passato continui ad
essere coltivato, studiato, ancor meglio conosciuto e
salvaguardato, affinché possa continuare a costituire un
elemento di trasmissione identitaria intergenerazionale.
L'esigenza di continuità culturale, oggi minacciata dal
movimento di standardizzazione globale, è diffusa e condivisa. È
importante che ciò che è ancora vivo possa continuare ad
evolversi naturalmente attraverso la storia e contribuire così a
mantenere viva la passione di coloro che portano questa lingua
nel cuore e, allo stesso tempo, alimentano la diversità
linguistica e culturale".
Per Erik Lavy (Lega Vda) "questa legge introduce un principio
fondamentale per quanto riguarda le società erudite e i centri
culturali, veri motori dell'identità valdostana: potranno ora
accedere ai contributi regionali e programmare le loro attività
a lungo termine. Troppo poco, però, è stato fatto per il
franco-provenzale, lingua che, insieme alle lingue walser,
costituisce il patrimonio dell'identità valdostana". Diego
Lucianaz (Misto) ha sottolineato che "la promozione del
franco-provenzale deve iniziare con la possibilità di
utilizzarlo in seno all'Assemblea regionale, cosa che non è
possibile perché il Regolamento interno non lo prevede". In
merito il Presidente dell'Assemblea, Alberto Bertin, ha parlato
di "questione molto complessa, un dossier è stato fatto diverso
tempo fa e inviato a tutti i componenti della Commissione per il
Regolamento, nell'attesa che venga letto per convocarla". "Non è
una legge, da sola, né un aiuto finanziario, che basteranno a
risollevare l'identità valdostana e a rilanciare le nostre
lingue: il franco-provenzale, come ogni lingua minoritaria, ha
bisogno di essere vissuto, parlato, trasmesso" ha detto Stefano
Aggravi (Rassemblement valdotain). Per Paolo Cretier (Fp-Pd) "la
lingua e le tradizioni vanno prima amate, poi apprezzate senza
costrizioni, ma stimolando un interesse nutrito gradualmente con
intelligenza e attenzione". Per Chiara Minelli (Pcp) "questo
disegno di legge costituisce un piccolo tassello all'interno di
un quadro più ampio che andrebbe ampliato al fine di promuovere
pienamente le lingue valdostane e tutelare la cultura
valdostana".
Infine l'assessore Jean-Pierre Guichardaz: "E' un passo
importante per la lingua franco-provenzale: la legge mira a
favorire chi lavora con continuità, chi fa ricerca, chi
trasmette la conoscenza alle nuove generazioni. Una legge che ha
l'ambizione di riconoscere il valore delle due realtà storiche,
che rappresentano un'eccellenza della cultura valdostana,
conferendo loro dignità legislativa e stabilità finanziaria".
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