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Identità culturale valdostana, approvata una legge

Identità culturale valdostana, approvata una legge

Sostegno al Centro studi di Saint-Nicolas e allo Charaban

AOSTA, 02 aprile 2025, 11:28

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Il Consiglio Valle ha approvato all'unanimità una legge che prevede disposizioni in materia di attività culturali. L'obiettivo del provvedimento è di sostenere la valorizzazione dell'identità culturale valdostana e, in particolare, di disciplinare la concessione di aiuti destinati alla tutela, valorizzazione e diffusione di quella che viene comunemente definita lingua franco-provenzale, nonché della civiltà ad essa collegata, quale espressione significativa dell'identità culturale e del patrimonio culturale.
    In dettaglio - ha spiegato Albert Chatrian (Uv) - "la legge incoraggia iniziative che promuovano la conoscenza e la diffusione della lingua franco-provenzale, riconoscendone il ruolo educativo e formativo" e "sostiene il Centro di Studi Francoprovenzali di Saint-Nicolas e l'associazione Lo Charaban".
    "Oggigiorno la conservazione del patrimonio ancestrale - prosegue Chatrian - diventa sempre più complessa. Riteniamo tuttavia importante che il patrimonio del passato continui ad essere coltivato, studiato, ancor meglio conosciuto e salvaguardato, affinché possa continuare a costituire un elemento di trasmissione identitaria intergenerazionale.
    L'esigenza di continuità culturale, oggi minacciata dal movimento di standardizzazione globale, è diffusa e condivisa. È importante che ciò che è ancora vivo possa continuare ad evolversi naturalmente attraverso la storia e contribuire così a mantenere viva la passione di coloro che portano questa lingua nel cuore e, allo stesso tempo, alimentano la diversità linguistica e culturale".
    Per Erik Lavy (Lega Vda) "questa legge introduce un principio fondamentale per quanto riguarda le società erudite e i centri culturali, veri motori dell'identità valdostana: potranno ora accedere ai contributi regionali e programmare le loro attività a lungo termine. Troppo poco, però, è stato fatto per il franco-provenzale, lingua che, insieme alle lingue walser, costituisce il patrimonio dell'identità valdostana". Diego Lucianaz (Misto) ha sottolineato che "la promozione del franco-provenzale deve iniziare con la possibilità di utilizzarlo in seno all'Assemblea regionale, cosa che non è possibile perché il Regolamento interno non lo prevede". In merito il Presidente dell'Assemblea, Alberto Bertin, ha parlato di "questione molto complessa, un dossier è stato fatto diverso tempo fa e inviato a tutti i componenti della Commissione per il Regolamento, nell'attesa che venga letto per convocarla". "Non è una legge, da sola, né un aiuto finanziario, che basteranno a risollevare l'identità valdostana e a rilanciare le nostre lingue: il franco-provenzale, come ogni lingua minoritaria, ha bisogno di essere vissuto, parlato, trasmesso" ha detto Stefano Aggravi (Rassemblement valdotain). Per Paolo Cretier (Fp-Pd) "la lingua e le tradizioni vanno prima amate, poi apprezzate senza costrizioni, ma stimolando un interesse nutrito gradualmente con intelligenza e attenzione". Per Chiara Minelli (Pcp) "questo disegno di legge costituisce un piccolo tassello all'interno di un quadro più ampio che andrebbe ampliato al fine di promuovere pienamente le lingue valdostane e tutelare la cultura valdostana".
    Infine l'assessore Jean-Pierre Guichardaz: "E' un passo importante per la lingua franco-provenzale: la legge mira a favorire chi lavora con continuità, chi fa ricerca, chi trasmette la conoscenza alle nuove generazioni. Una legge che ha l'ambizione di riconoscere il valore delle due realtà storiche, che rappresentano un'eccellenza della cultura valdostana, conferendo loro dignità legislativa e stabilità finanziaria".
   
   

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