I cristiani debbono
essere "discepoli missionari" e portare "una parola riparatrice"
nel mondo afflitto dalle violenze. Lo ha detto il cardinale
Segretario di Stato, Pietro Parolin, nell'omelia della messa
nella basilica di San Pietro in occasione della seconda
assemblea sinodale della Cei.
Parolin ha parlato della necessità di portare "il dono"
dell'annuncio del Vangelo guardando alla "condizione in cui
versa l'umanità, e anche la nostra Europa, afflitta dalla
tirannia degli interessi di parte e paralizzata dalle dinamiche
della violenza e della guerra che hanno ripercussioni assurde",
anche per l'economia dei Paesi.
"L'umanità, in preda alla follia del potere da una parte e
pesantemente ferita dalle violenza dall'altra ha urgente bisogno
di sentirsi rivolgere le parole di Gesù: 'vuoi guarire?'", ha
detto il card. Parolin richiamando le parole del Vangelo di
oggi.
"Tra le sfide della Chiesa sfide contemporanea c'è anche
quella di accompagnare i credenti alla consapevolezza di che
cosa essi sono". E allora se i cristiani saranno consapevoli di
essere "portatori di un dono incommensurabile, allora, sì,
saremo capaci di portare la parola riparatrice di cui questo
mondo malato ha disperatamente bisogno".
Parlando delle sfide alle quali si prepara la Chiesa
italiana, Parolin ha ricordato: "So che vi stanno
particolarmente a cuore le questioni legate all'iniziazione
cristiana e alla trasmissione della fede alle giovani
generazioni" e di questo "non dobbiamo avere paura".
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