Otto tra bambini e bambine hanno ricevuto la Prima comunione nella parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza.
Tutti con l'abitino bianco, come
mostrano le foto rilanciate dai parrocchiani sui social.
Nonostante le bombe, la parrocchia latina cerca la normalità.
E'
ripreso anche il laboratorio per la produzione di ostie. La
cerimonia delle prime comunioni si è svolta ieri.
"In mezzo alle bombe, ai proiettili e alle rovine la comunità
cristiana di Gaza - commenta Alessandro Monteduro, direttore
della fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre - dona
a tutti noi un'altissima testimonianza di fede. Sono in 700 e si
danno una mano l'uno con l'altro. Li sentiamo come degli ostaggi
aggiuntivi. Non erano li per turismo, sono dei semplici
palestinesi legati alla propria terra. Quando parliamo della
popolazione civile raccontiamo anche la loro storia. Li farà
sentire meno soli".
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