Antonio Albanese ospite d'onore
stamani a Vicenza, dove su iniziativa della Diocesi berica è
stato proiettato il suo ultimo film Cento Domeniche, ispirato
alla vicenda delle ricadute del crac delle banche popolari
venete. Il regista ha salutato gli spettatori, assieme al
vescovo di Vicenza, Giuliano Brugnotto.
"Come Chiesa - ha detto Brugnotto - dobbiamo stare vicini a
quanti sono feriti. Anche in vicende drammatiche come quelle che
hanno segnato il territorio veneto, che hanno portato al
fallimento di banche legate fortemente alle persone semplici da
un vincolo della fiducia e della conoscenza personale. Nel film
si comprende molto bene ciò che le persone semplici hanno
vissuto: potrebbe essersi trattato di mio padre, ma come può un
uomo semplice, un agricoltore, comprendere la complessità e la
portata di alcune operazioni bancarie?", ha chiesto.
Secondo Brugnotto "c'è una parola che ricorre spesso ed è la
fiducia: quando viene meno, si interrompono i riferimenti
fondamentali con le istituzioni, che servono alla società, non
per se stesse. La proposta di 'ecologia integrale' che Papa
Francesco ci ricorda ha molto a che fare con queste vicende", ha
concluso.
"Mi sono profondamente commosso perché il vostro applauso per
me era molto importante", ha dichiarato Albanese dopo la
proiezione. "Il titolo - ha sottolineato - ricorda la fatica dei
risparmiatori, perché era il nome di una casa che mio padre ha
costruito in due anni, lavorando di domenica". Tra il pubblico
anche il sindaco Giacomo Possamai, secondo cui "la cultura ha il
ruolo di riportare l'attenzione su una tragedia che qui a
Vicenza non è ancora finita, che ha portato al tradimento degli
affetti, delle relazioni".
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