La Fiera del Libro di Guadalajara,
"malgrado le difficoltà del settore dell'editoria", che vive
"una situazione di eroismo", è "una tappa strategica per
valorizzare la cultura italiana nel mondo, in sinergia con il
settore privato". Lo ha detto il ministro della Cultura,
Alessandro Giuli, alla Farnesina, parlando durante l'evento di
annuncio della partecipazione dell'Italia come Paese ospite
d'onore alla Fiera Internazionale del Libro di Guadalajara del
2026.
"Viviamo tempi quanto meno tormentati - ha detto ancora - ed i
libri sono il nutrimento, la linfa vitale e anche uno strumento
formidabile di deterrenza nei confronti di ogni conflitto. Ogni
libro tradotto e letto è un'arma di pacificazione di massa e
questo è l'intento con cui noi guardiamo alla catena del valore
editoriale".
La cultura, ha detto ancora "è presidio di educazione,
formazione, snodo di rigenerazione culturale e urbana: ci
piacerà spiegarlo anche a Guadalajara, cercare di condividere e
soprattutto cosa che maggiormente ci piace fare, ascoltare dei
buoni consigli e imparare delle cose dagli amici messicani".
"La lingua spagnola è sorella di quella italiana - ha poi
concluso Giuli parlando a margine dell'evento - , noi siamo
orgogliosi e onorati di questo invito come nazione ospite
principale della fiera di Guadalajara, che è la più importante
al mondo, e quindi essere invitati dai più importanti al mondo
in un momento in cui l'editoria brilla di grande qualità, ma ha
bisogno di un forte rilancio, italiano e internazionale, non può
esserci notizia più bella di questa".
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