Due sovrane, due donne, due diverse religioni, due temperamenti opposti, due visioni della politica, della vita, dell'amore, due destini. Così Elena Bucci e Chiara Muti diventano Due regine, ovvero Mary Stuart vs Elizabeth Tudor o Elizabeth Tudor vs Mary Stuart, nello spettacolo in arrivo al Ravenna Festival il 18 e 19 luglio, di cui firmano insieme anche la regia, dal testo della stessa Bucci. Un duello tra due donne che hanno segnato il corso della Storia dell'Europa intera, animando pagine di trattati quanto la fantasia di scrittori e drammaturghi, primo fra tutti Friedrich Schiller con la Maria Stuarda di che inaugurò l'Ottocento. Ma che hanno anche stravolto l'idea del potere appannaggio del tutto maschile, in un'epoca in cui i destini delle donne, pur se con la corona sul capo, sembravano segnati in modo implacabile. Prodotto da Le belle bandiere, in collaborazione con Teatro di Napoli - Teatro Nazionale e Fondazione Campania dei Festival - Campania Teatro Festival, con il sostegno della Regione Emilia Romagna e del Comune di Russi, lo spettacolo porta in scena un incontro in realtà mai avvenuto. Allevate per comandare, abili nelle lingue, colte, amanti delle arti, della poesia e della danza, incatenate l'una all'altra in un eterno duello per la corona, "in vita, Mary ed Elizabeth non si incontrarono mai - racconta Bucci - ma nel silenzio ombroso dell'Abbazia di Westminster le loro enigmatiche effigi in marmo sono vicine, come le loro tombe". Ed è lì che le protagoniste le immaginano, "libere di parlarsi come mai hanno fatto prima". Su una scena essenziale come la nuda abside del fondale naturale del Teatro Rasi, che fu chiesa monastica di Santa Chiara, e con i costumi Marta Benini e Manuela Monti, le due attrici si immergono in un'epoca ricca di scrittori e artisti, da Shakespeare a Marlowe, ma dove "la vita è breve, insopportabile il fetore dei castelli, potenti i conflitti, frequenti le guerre, imprevedibili i tradimenti, violenta la peste, implacabile la sete di ricchezza e potere, sorprendenti le ascese e le cadute". Elena Bucci è l'ambigua ed elegante Elizabeth Tudor (1533 - 1603), fragile e forte al tempo stesso, dichiarata bastarda a tre anni (sua madre fu decapitata da Enrico VIII perché incapace di dargli un figlio maschio), diventò la sovrana più potente d'Inghilterra e capo della nuova chiesa anglicana. Chiara Muti - che a marzo farà il suo debutto alla Scala di Milano con Guillaume Tell di Rossini - si cala invece nel ruolo della cattolica Mary Stuart (1542 - 1587). Regina di Scozia, bella e altissima eppure debole e passionale, cattolica, si rifugia in Inghilterra affidandosi alla protezione della cugina. Che, invece, la terrà prigioniera per vent'anni. Elizabeth, eccentrica e accorta, domandava: "Mary è più alta di me? Quanto? Più bella?". Mary, di contro, le mandava regali fatti con le sue mani e cospirava contro di lei. Elizabeth finirà per condannarla al patibolo, l'8 febbraio 1587. Ma solo dopo una lunga, lunghissima, esitazione. Donna che volle essere libera fino in fondo, Elizabeth non volle mai sposarsi e non ebbe figli. Mary invece ebbe un figlio che non l'amò: Proprio lui, però, paradossi della Storia, diventerà il successore di Elizabeth, quel Giacomo VI che per la prima volta riunì i regni di Inghilterra e Scozia.
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