(di Nicoletta Tamberlich)
Chi sono i Gattopardi di oggi in
Italia e nel mondo e oggi quale peso ha il mondo della
letteratura, del cinema dell'audiovisivo nella cultura del
cambiamento.
Si è svolto oggi a Roma - alla Galleria del Cardinale Colonna -
il convegno organizzato da Netflix e The European House -
Ambrosetti su 'L'Italia del Gattopardo'.
L'incontro, partendo dalla celebre frase dell'opera de Il
Gattopardo "se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che
tutto cambi", è stato l'occasione - per un pubblico composto da
istituzioni, mondo della cultura, dell'accademia,
dell'industria, del settore audiovisivo e dei media - di
riflettere attorno al tema del cambiamento ed in particolare del
cambiamento culturale in Italia.
Il convegno è stato moderato da Gianni Canova e ha visto la
partecipazione di: Maria Vittoria Baravelli, curatrice d'arte;
il giornalista e scrittore Giovanni Grasso; Giordano Bruno
Guerri, presidente e direttore generale Fondazione il Vittoriale
degli italiani; Carlo Ossola, presidente Enciclopedia Treccani;
Josè Rallo, amministratrice delegata Donnafugata; Riccardo
Tozzi, fondatore e direttore creativo Cattleya e, in
collegamento da Parigi, Ernesto Ottone R., direttore generale
aggiunto per la cultura UNESCO.
Tinny Andreatta, la vice presidente dei contenuti italiani di
Netflix ha aperto l'incontro partendo da Il Gattopardo, l'opera
di Giuseppe Tomasi di Lampedusa che ha ispirato la recente serie
Netflix e che, a distanza di oltre sessant'anni dalla sua
pubblicazione, pone interrogativi sul rapporto che abbiamo
verso il cambiamento.
"Oggi - ha dichiarato Andreatta - le storie italiane, i nostri
talenti, il nostro patrimonio culturale e la nostra lingua hanno
l'opportunità di raggiungere un pubblico globale come mai prima
d'ora. Il Gattopardo, È stata la mano di Dio, La legge di Lidia
Poët, Il treno dei bambini e tanti altri titoli contribuiscono a
raccontare la nostra identità. Ecco perché, oggi più che mai, il
nostro lavoro non è solo quello di produrre serie e film, ma di
raccontare culture e luoghi che definiscono chi siamo e che,
attraverso il potere delle storie, si aprono al mondo".
Al termine del panel, Andrea Pruiti Ciarello, presidente della
Fondazione Famiglia Piccolo, ha simbolicamente consegnato a
Netflix e The European House - Ambrosetti una copia dell'ultima
lettera scritta da Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La lettera,
indirizzata al cugino dell'autore e datata 26 giugno 1957,
evidenzia il valore di Villa Piccolo per Tomasi di Lampedusa, il
quale ha scritto gran parte del romanzo proprio nella Villa,
traendo ispirazione dalla vista sull'Arcipelago delle Eolie.
Netflix e Indiana Production hanno ricambiato offrendo alla
Fondazione un oggetto di scena della serie: il telescopio donato
a Concetta da Don Fabrizio durante la permanenza della figlia in
convento.
Giordano Bruno Guerri, Presidente e Direttore Generale
Fondazione il Vittoriale degli italiani ha osservato: "La
cultura è motore del cambiamento fin dalla preistoria, quando
avvennero due fra i più straordinari eventi della vicenda umana,
la rivoluzione cognitiva e la rivoluzione agricola."
Riccardo Tozzi, fondatore e direttore creativo Cattleya ha
aggiunto: "Tutta l'avventura dell'uomo è sin dalle origini
guidata dal racconto, che è l'essenza della cultura".
E, in collegamento da Parigi, Ernesto Ottone R., Direttore
Generale Aggiunto per la Cultura UNESCO.
"La letteratura è una finestra sul mondo degli altri e uno
specchio per noi stessi. Quando i libri vengono adattati per lo
schermo trovano nuova vita, nuovi pubblici e nuove opportunità
per ampliare i nostri orizzonti. In un mondo in rapido
cambiamento, abbiamo bisogno del potere della cultura per
promuovere un senso di appartenenza e rispetto per gli altri".
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