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Professioni sanitarie: Fnopi, tre priorità per svolta

Professioni sanitarie: Fnopi, tre priorità per svolta

Rea (Opi Napoli): senza infermieri cattiva assistenza a utenti

NAPOLI, 02 settembre 2022, 07:59

Redazione ANSA

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Sono tre le priorità a giudizi della Fnopi - la Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche - dinanzi al calo dei numeri di partecipanti ai test - secondo i dati diffusi l'altro giorno a Napoli - per le professioni sanitarie. Occorre un incremento della base contrattuale e riconoscimento economico dell'esclusività delle professioni infermieristiche; un riconoscimento delle competenze specialistiche; ed una evoluzione del percorso formativo universitario.
    A parlarne sono la presidente Fnopi Barbara Mangiacavalli e di Teresa Rea, presidente Opi Napoli che hanno riferito le priorità indicate anche alle forze in corsa per le elezioni per scongiurare "un preoccupante calo d'attrattività presso i giovani della professione infermieristica".
    "La politica - ha detto Mangiacavalli - deve porsi obiettivi precisi: senza infermieri non c'è salute, l'Italia deve dimostrare di essere una nazione che investe sull'infermieristica, i cittadini non possono più aspettare".
    l'Opi Napoli punta il dito contro la scarsa attenzione alla professione da parte delle istituzioni sanitarie e non responsabili in buona parte del fenomeno.
    "Sia sotto il profilo strettamente professionale, sia sotto il profilo economico, la professione d'infermiere, soprattutto in questi ulti anni, è stata bistrattata e abbandonata a se stessa", ha denunciato Teresa Rea.
    "Altro che angeli ed eroi. Alla scarsa valorizzazione professionale si sono aggiunti turni massacranti dovuti ad una carenza di organici ormai endemica, e poi crescenti rischi d'aggressioni e di violenza contro i quali nessun provvedimento è stato preso. Senza contare un regime di precarietà e di incertezza occupazionale che rende la professione poco appetibile. Pochi infermieri significa mancata e cattiva assistenza ai cittadini", ha detto infine Rea.
    "A preoccuparsi dovrebbe essere quindi soprattutto la politica alla quale chiediamo impegni precisi sulle assunzioni. Alle Università sottolineiamo la necessità - ha concluso - di revisione dei modelli formativi e alle istituzioni sanitarie una seria riflessione sui modelli di organizzazione dei servizi sanitari."
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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