Friedrich Merz ha fretta. Stamattina il vincitore delle elezioni tedesche si è intrattenuto mezz'ora nella cancelleria federale con Olaf Scholz. Il leader conservatore vuole un passaggio di consegne senza intoppi e colloqui rapidi per definire l'accordo di coalizione. Le sfide sono tante, ma prima di entrare nell'assemblea dei gruppi parlamentari di Cdu e Csu ne ha indicate tre: sicurezza e difesa, immigrazione ed economia.
Proprio oggi l'ufficio di statistica ha comunicato un nuovo calo del Pil: è anche per questo che Merz ha detto da subito che "il mondo non sta ad aspettarci". Sulla difesa e sulla necessità di individuare risorse per l'esercito ma soprattutto per l'Ucraina c'è un problema considerevole. Per tutta la campagna elettorale Scholz ha incalzato Merz proprio su questo tema e adesso il conservatore deve dare una risposta. In tempi brevi una riforma del freno al debito, sulla quale occorre trovare un accordo con i socialdemocratici, sarebbe impossibile: Merz lo ha detto chiaramente ai suoi parlamentari, anche perché la questione è complessa e richiede tempo. Ma le risorse per l'Ucraina e per la difesa vanno individuate quanto prima. Si può pensare di intervenire sul fondo costituzionale per l'esercito, aumentando le risorse previste, sebbene a questo proposito Merz abbia rifiutato negli ultimi mesi le richieste dei socialdemocratici e del cancelliere federale. Tant'è che l'ex capogruppo della Spd al Bundestag Rolf Muetzenich se l'è presa: "Sono mesi che proponiamo di discutere di questa cosa ed è sempre stata bocciata. Adesso si cambia opinione tanto velocemente...".
Per questa manovra serve, però, una maggioranza qualificata dei due terzi, cosa che con i numeri del nuovo parlamento potrebbe essere difficile da raggiungere. Anche immaginando il sostegno dei Verdi, si arriva a 413 voti e ne servono 420. La quadra potrebbe essere trovata riconvocando il Bundestag nella sua passata composizione. Tuttavia, su questa possibilità c'è anche qualche mal di pancia: i nuovi gruppi parlamentari sono già riuniti, la nuova legislatura sta per iniziare. Per Muetzenich significa "camminare sul filo del rasoio", per i Verdi "non è una cosa semplice". Ma c'è un precedente: nel 1998 il parlamento fu riconvocato dopo le elezioni del nuovo perché c'era da decidere sulla guerra in Kosovo.
Il quotidiano economico Handelsblatt ritiene che Merz avrebbe altre tre strade. In campo c'è una soluzione che voleva utilizzare anche Scholz. Nella costituzione c'è una norma che prevede di poter superare le rigidità di bilancio in caso di emergenza: per utilizzarla è richiesta la maggioranza semplice.
Un'altra strada potrebbe essere convincere la Linke a votare un eventuale intervento costituzionale, l'area più realista del partito ha già indicato che colloqui sono possibili. Oppure pensare a nuovi crediti europei, sul modello di quelli attivati per il programma Next Generation in occasione della pandemia.
Nel frattempo, i gruppi parlamentari di Cdu e Csu hanno rieletto Merz alla guida, primo passo per avviare le trattative con i socialdemocratici. I quali mercoledì eleggeranno nuovo capogruppo Lars Klingbeil, sino ad oggi presidente del partito.
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