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Sappe: 'Detenuto morto dopo avere incendiato la cella a Perugia'

Sappe: 'Detenuto morto dopo avere incendiato la cella a Perugia'

'Gli agenti non sono riusciti a impedire il gesto'

PERUGIA, 12 marzo 2025, 17:54

Redazione ANSA

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Il carcere di Perugia - RIPRODUZIONE RISERVATA

Il carcere di Perugia - RIPRODUZIONE RISERVATA

Un detenuto straniero è morto dopo avere dato fuoco "a tutto quel che aveva in cella" al carcere di Perugia. A diffondere la notizia è il Sindacato autonomo polizia penitenziaria, con il segretario dell'Umbria Fabrizio Bonino.

L'uomo era stato spostato da Reparto penale a quello circondariale ed è lì che ha inscenato la folle e drammatica protesta che gli è costata la vita", evidenzia il sindacalista in una nota. "Il pur tempestivo intervento degli agenti non ha potuto impedire il tragico evento" prosegue. 

Per il Sappe la salma è ora a disposizione dell'Autorità giudiziaria in ospedale, "dove l'uomo era stato portato dalla polizia penitenziaria nell'estremo tentativo di salvargli la vita".

Bonino segnala, in una nota, che il tragico evento è stato commesso nella terza sezione del carcere, "da tempo al centro delle critiche sindacali per la sua fatiscenza, tanto che nel corso di una recente visita ispettiva del Sappe i vertici nazionali e regionali del sindacato avevano chiesto al Dap di "valutare attentamente la possibilità di un cambio ai vertici dell'Istituto, in quanto solo attraverso una gestione più attenta e responsabile si potranno garantire condizioni di lavoro dignitose al personale e un'effettiva sicurezza all'interno della struttura".

Il segretario generale Donato Capece aveva espresso "profonda delusione per le condizioni in cui sono costretti a operare".

"In diversi settori dell'Istituto, e in particolare presso la Terza Sezione - sostiene -, abbiamo riscontrato importanti infiltrazioni di acqua piovana sui soffitti. Le mura di molte Sezioni risultano sporche e in alcune zone sono ancora presenti residui di escrementi umani, lanciati dai detenuti nel tentativo di colpire il personale. Ristretti che, per altro, si trovano ancora all'interno della struttura, senza che siano stati presi provvedimenti per il loro trasferimento. Ulteriore criticità riguarda i cancelli automatici, che risultano non funzionanti da diverso tempo. Questo non solo complica il regolare svolgimento delle attività quotidiane, ma rappresenta anche un potenziale rischio per la sicurezza dell'intera struttura, considerando la necessità di una tempestiva gestione degli accessi e della cosiddetta movimentazione interna".

Proprio per trovare una soluzione strutturale a questi problemi, "considerata l'inefficacia delle numerose lettere inviate alla Direzione e al Provveditorato Regionale" - si legge ancora nella nota sindacale -, nella giornata di martedì si era tenuto un incontro con il direttore generale beni e servizi dell'Amministrazione penitenziaria, Antonio Bianco, durante il quale sono state illustrate dettagliatamente le "gravi criticità strutturali del reparto circondariale del carcere di Perugia Capanne". "Criticità - conclude il Sappe -, che debbono trovare urgente soluzione dopo la tragedia". 
   

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